I conetti di sfoglia ripieni, sono stati un esperimento ben riuscito: ottima l’estetica, deliziosi i sapori. Oggi avevo a pranzo dei cari amici di Milano, mia sorella, il fidanzato e la piccola Emma, così ho preparato questi stuzzichini e sono stati molto graditi (spazzolati tutti! Per fortuna li avevo fotografati prima!). Visto il successo, potrebbero essere davvero uno stuzzichino per il pranzo di Natale. Anche perché quest’anno sarà per noi un Natale davvero speciale, il primo con la piccolina, quindi il pranzo deve essere all’altezza! Oggi non ho avuto tempo di mettermi a fare la pasta sfoglia fatta in casa, ho preparato quella del supermercato. Ma con più tempo a

La torta Tenerella di Maurizio Santin, la Namelaka al cioccolato bianco, una giornata di pioggia e i progetti di vita della mia piccola pasticciera. Si inizia con una torta Qui in Toscana continua a piovere inesorabilmente e la mia piccola pasticcera è di nuovo all’opera. “Mamma, quale torta posso fare?” E’ implicito nella domanda che la torta in questione deve essere al cioccolato e sinceramente non so più quale consigliare perché ne abbiamo fatte tantissime. E poi quando mi chiama, al telefono, nei momenti meno opportuni, naturalmente, non sono sempre pronta per dare risposte creative, così ho il jolly.La Torta Tenerella o Tenerina di Maurizio Santin (la ricetta la trovate qui) è

Terrina di pane e verdure di Luca Montersino con foglia di cappero, è una ricetta del maestro, rivisitata a modo mio. Chi frequenta questo blog ormai avrà capito quanto mi piace Montersino! Lo trovo straordinariamente bravo, ma al contrario di altri, anche molto chiaro e preciso. Infatti rifare le sue ricette alla fine è garanzia di risultato. Ne ho pubblicate molte la Bavarese ai 3 cioccolati, la torta “Giardino di fragole”, l’Angel cake, il Pan di Spagna. E poi la Mousse di Fragole, ma fino ad ora non avevo mai pubblicato nessuna ricetta salata. Montersino in versione salata Questa terrina sta diventando un must di casa mia, così l’altro ieri l’ho preparata appositamente per

Ci è voluto un budino alla vaniglia con crema al cacao per capire che nonostante tutto essere figli di Architettando in cucina, non è poi così male! Alcuni giorni fa Margherita, mia figlia, è tornata da scuola con la faccia del lamento dicendo: “Sai mamma le amiche un po’ mi invidiano. Rachele mi ha detto che è facile essere figlia di Architettando in cucina! Io mi sono arrabbiata! Perché loro vedono solo quello che pubblichi! Vedono i tuoi piatti bellissimi e buoni da morire, ma che ne sanno di quando mangiamo per una settimana la stessa cosa perché le foto non sono perfette. O di tutte le volte che pranziamo

Lo spezzatino toscano con le patate è uno di quei piatti della tradizione che in inverno faccio davvero spesso. Ma non l’ho mai postato, perché ho sempre pensato che è un piatto semplice, che sanno fare tutti. Ma ieri ho avuto la conferma che il mio pensiero è sbagliato. Ho pranzato in un ristorante a Firenze, fuori dal centro e dai circuiti turistici. Un posto per i fiorentini, con cucina semplice, casalinga di grande qualità. Anche la gestione è molto “casalinga”, mamma e figlia in sala e la nonna, una arzilla ottantenne, in cucina. Lo spezzatino alla toscana La nipote ieri, viene al tavolo con il menu e dice :”Oggi

Questo tronchetto di Natale – Buche de Noel, è una prova per il dolce del pranzo di Natale. Infatti, manca meno di un mese al gran giorno, ed è l’ora di pensare a panettoni, pandori, al pranzo di Natale, alla cena della vigilia. Dal Ceppo di Natale, all’invenzione francese Anticamente c’era la tradizione di bruciare un grosso ceppo nel camino, che doveva ardere fino all’Epifania, per produrre beneauguranti ceneri dotate di magici poteri propiziatori, da usare per l’agricoltura, l’amore, la prosperità economica. I francesi nel 1945 trasformano la tradizione del ceppo in un dolce: il Tronchetto di Natale o per dirla alla francese il Buche de Noel.  Era un dolce a