La focaccia di Giorgio Locatelli

La focaccia di Giorgio Locatelli, è stata una di quelle scoperte che cambiano il modo di affrontare la cucina. Con questa ricetta, chiunque anche il peggior principiante, può fare un lievitato buonissimo, da applausi. E’ talmente facile che all’inizio ho molto dubitato sull’attendibilità della ricetta. Poi invece, mi sono abbondantemente ricreduta.

l’input

Sabato mi ha chiamata, la mia amica Jane, che a dispetto del nome è italianissima, ma la chimiamo così da 30 anni, cioè da quando si è trasferita a Londra. 
Non la sentivo da tempo e ci siamo attardate a parlare un po’ di tutto, della situazione economica, dei fatti di sangue parigini, dei figli.
Ad un tratto lei mi fa: “Conosci la focaccia di Giorgio Locatelli?” “Chi lo chef che ha i ristoranti a Londra?” “Certo! Ho comprato il suo libro, è in inglese, così baby Jane (cioè sua figlia) può imparare qualcosa e forse anch’io! Sai che fatico molto a fare le tue ricette, non trovo gli ingredienti, a meno che non vada a farmi spennare da Harrods! Forse questo chef, dato che cucina qui, farà ricette con ingredienti più semplici.”  “Mi sembra una buona idea, se trovi qualche bella ricetta, passamela!” Saluti, baci e la chiamata si è chiusa.

Focaccia di Locatelli

La scoperta

Domenica mattina ore 8,30, arriva un messaggio sul cellulare ed era ancora Jane. “Ho fatto la focaccia ieri sera, è fantastica provala. Ti mando una mail con la ricetta.” La mail arriva subito, ma la ricetta non mi convince, mi sembra strana, perché non si impasta. Allora cerco nel web e trovo un post di Sigrid Verbert proprio sulla focaccia, ricetta identica presa dal libro “Made in Italy: food and stories”. Mi convinco che le stranezze fanno parte della ricetta e provo: sono troppo curiosa! La focaccia è fantastica, buonissima, facile, sembra una magia! Senza planetaria, senza impastare, senza sporcare nulla. Messaggino d’obbligo: “Grazie! E’ fantastica!” Risposta: “Ti è piaciuto più il risultato o la sfida con questa ricetta così strana?” “La sfida!” “Ovvio! Sei inguaribile!”   

A forza di farla, ho sperimentato anche l’uso di metà lievito con il raddoppio dei tempi di riposo: così se preferite usare meno lievito, sapete già che la focaccia lievita lo stesso.

Se amate le focacce, provate anche quella di grano arso, ha un sapore incredibile!

Focaccia di Locatelli

Architettando in cucina
Portata lievitati
Cucina Italiana
Porzioni 8 persone

Ingredienti
  

per la focaccia:

  • 250 g di farina manitoba
  • 250 g di farina 00
  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 300 ml di acqua a 20°
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 10 g di sale

per la salamoia:

  • 65 g di acqua a 20°
  • 65 g di olio extra vergine di oliva
  • 25 g di fior di sale

Istruzioni
 

Per la focaccia

  • Sciogliere il lievito nell’acqua. In una ciotola, unire le 2 farine setacciate, il sale, l’olio il lievito già sciolto, senza impastare troppo. Fare una palla (non liscia e appiccicosa) ungerla sopra e lasciarla riposare nella ciotola 10 minuti, coperta.
  • Intanto ricoprire una teglia di carta forno e spennellarla di olio extra vergine di oliva. Passati i 10 minuti, trasferire l’impasto sulla teglia unta, ungere la superficie e lasciar riposare altri 10 minuti, coprendo con la ciotola capovolta
  • Trascorso questo tempo distendere l’impasto sulla teglia, distribuirlo su tutta la superficie con le dita e lasciarlo riposare ancora 20 minuti, coprendo con la griglia del forno ed un panno.

Per la salamoia

  • Sbattere accuratamente in una ciotola acqua e olio. Riprendere la teglia della pasta e formaci sopra i caratteristici buchi con le dita e versarci sopra tutta la salamoia. Sembra moltissima, ma va bene così! Volendo si può aggiungere del rosmarino, oppure delle olive. Far riposare 20 minuti coperta con griglia e panno e accendere il forno a 220°C.
  • Trascorsi i 20 minuti infornare in forno caldo a 220°per circa 20 minuti. Farla raffreddare sulla griglia e gustare.
Focaccia di Locatelli

8 commenti su “La focaccia di Giorgio Locatelli”

  1. Architettando in cucina

    Ciao, la manitoba, è una farina di forza. Non fa bene un consumo eccessivo, ma se ogni tanto mangi una focaccia (che ovviamente è un prodotto che non fai ogni giorno) non fa certo male. Se poi hai problematiche con il glutine, la fai con farine deboli o di grani antichi e aumenti molto i tempi di lievitazione, ti viene lo stesso ed è più salutare.

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