Tacchino ripieno

Tacchino ripieno

Quando si parla di tacchino ripieno, la prima cosa che viene in mente, è il tacchino del giorno del Ringraziamento,ma questa non è una ricetta complessa come quella. E’ una ricetta semplice, da poter utilizzare in tantissime occasioni e vi farà fare sempre bella figura.

Non ha stagionalità, perché gli ingredienti per farlo si trovano sempre. Inoltre, regge benissimo mangiato freddo o a temperatura ambiente in estate e caldo in inverno. Si può preparare in anticipo e cuocerlo all’ultimo minuto ed è pure adatto se dovete realizzarlo per un buffet. Insomma un jolly per tutte le occasioni.

Si può realizzare sia così grande usando un pezzo di petto, ma se vi è più comodo, potrete usare le fette tagliate dal vostro macellaio e invece di fare un rotolo grande, fare degli involtini da servire uno per ogni commensale.

Insomma è un piatto molto versatile, che vi consiglio proprio di provare.

Se vi è piaciuta la ricetta del tacchino ripieno ed amate i piatti semplici ma di sicura riuscita, provate il rotolo di tacchino alle erbe aromatiche: un altro piatto buono e versatile.

Un po’ di storia

Il tacchino (Meleagris gallopavo ) è originario del Messico e America centrale e per i Maya era importante per la carne, ma anche per le penne e le ossa usate come ornamenti durante le cerimonie, come medicamenti e come strumenti musicali.

Probabilmente Colombo fu il primo europeo a conoscere il tacchino quando il 14 agosto 1502, sbarcando sulle coste dell’attuale Honduras, ricevette dai naytivi, alcuni cibi, tra i quali quella che definisce “gallinas de la tierra”.

Tra il 1511 e il 1512, il tacchino fu portato in Spagna, come dimostra un documento firmato dal Vescovo di Valencia per una nave che trasportava 10 tacchini da riproduzione.

Quando Cortes nel 1519, iniziò la conquista del Messico, trovò grande abbondanza di tacchini. Infatti la corte di Montezuma, ne consumava un migliaio al giorno.

Tacchino ripieno

Nella cucina italiana

Dalla metà del XVI sec. fino alla fine del XVIII, il tacchino venne considerato un cibo sontuoso. A metà del XVII sec. era già pienamente entrato nella grande cucina italiana, sostituendo il pavone.


Tanara (“Economia del cittadino in villa”) alla fine del ‘600 consigliava il tacchino in diverse preparazioni: salsapimentato e arrostito, allo spiedo, al forno come i capponi, e in pasticcio.


Per i ghiotti e nobili palati Escoffier e gli altri chef dell’Ottocento trasformarono il tacchino in una cassaforte, all’interno della quale nascondere preziosissime farce a base di marroni, funghi porcini, tartufi, ostriche e foie gras.

Nel Novecento, nel mondo contadino, il tacchino era allevato come cibo d’eccellenza da consumare nelle occasioni speciali.

Tacchino ripieno

Sabrina Fattorini
Portata secondi
Cucina Italiana
Porzioni 10 persone

Ingredienti
  

  • 1 kg petto di tacchino
  • 500 g spinaci crudi o 300 g di spinaci sbollentati
  • 100 g prosciutto cotto
  • 4 uova medie
  • 3 spicchi d'aglio
  • qb olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchiere vino bianco
  • qb sale
  • qb pepe
  • 1 cucchiaino amido di mais facoltativo

Istruzioni
 

per la carne

  • Tagliare il petto di tacchino in modo da ottenere una fetta, batterla per appiattirla, salarla e peparla.

per gli spinaci

  • Cuocere gli spinaci mondati e lavati con solo l'acqua che resta dal lavaggio, per una decina di minuti. Farli raffreddare, strizzarli bene e farli saltare con alcuni cucchiai d'olio e uno spicchio d'aglio, fino a farli asciugare ed insaporire. Salare e pepare e mettere da parte a raffreddare.

per la frittata

  • Sbattere accuratamente le uova con un pizzico di sale e uno di pepe. Scaldare alcuni cucchiai d'olio extra vergine d'oliva in una padella. Appena l'olio è caldo versare le uova e cuocere la frittata da un lato, girarla con l'aiuto di un coperchio e metterla da parte a raffreddare

per il rotolo

  • Coprire la carne con la frittata, poi con il prosciutto e in ultimo con gli spinaci, lasciando scoperti 2-3 cm di carne dal lato opposto, rispetto a quello dove iniziare ad arrotolare. Quindi arrotolare ben stretto e legare con lo spago da cucina.

Per la cottura

  • In una casseruola scaldare olio sufficiente a coprirne il fondo e rosolarci 2 spicchi d'aglio in camici, per un minuto. Aggiungere la carne e farla rosolare da tutti i lati, accuratamente. Quando sarà tutta rosolata, bagnarla con il vino bianco, lasciar evaporare l'alcol, abbassare la fiamma e portare a cottura. La carne è cotta, quando la temperatura deve arrivare a 72°C al cuore. Senza termometro, si può valutare forando la carne con uno spiedino, se emerge in superficie liquido trasparente la carne è cotta, se emerge liquido rosato, prolungare la cottura. A cottura avvenuta, togliere la carne dalla casseruola, avvolgerla in un foglio d'alluminio e farla riposare 5 minuti.

per la salsa

  • Colare il liquido di cottura con un colino da brodo, schiacciando gli spicchi d'aglio per far uscire tutta la polpa, che va aggiunta al sughetto. Se fosse troppo liquido, addensarlo poi con 1 cucchiaino di amido di mais e riportarlo alcuni minuti sul fuoco, fino ad ottenere una salsa leggermente più spessa.

per servire

  • Tagliare la carne a fette spesse circa 1 cm e servirla con la sua salsa.
Tacchino ripieno - le istruzioni

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