La lasagna vegetariana alla curcuma è una di quelle che sforno continuamente da quando lo scorso anno è uscito il libro “Dietro la lasagna“, l’ultimo nato dell’MTC, curato da Alessandra Gennaro ed edito da Gribaudo. Poi però non trovo mai il tempo di pubblicarle e in questo caso, sarebbe stato proprio un peccato, perché è semplicissima e davvero troppo buona per ignorarla. Piena di besciamella aromatizzata alla curcuma. La lasagna nel web Contrariamente alla mia, la ricetta di lasagne più amata del web (almeno di quello in lingua inglese) non contiene besciamella! Amici emiliani non vi scandalizzate! La ricetta in questione è dell’americano John Chandler, un cuoco non professionista di
Salati
Le olive verdi Martini e arancia, mi sono piaciute subito, appena ho sentito parlare di questa ricetta, ne ho immaginato il sapore, la consistenza, il retrogusto. Ma non solo: ho fatto un sogno che mi farà ripensare a queste olive a lungo. Ho cercato la ricetta: l’originale è su un vecchio libro, edito nel 1999 da Konemann, “Il grande libro degli antipasti”. Dopo la ricerca, sono andata a dormire, ma mi sono svegliata di soprassalto nel cuore della notte, agitata da un sogno. Il sogno Ero ad una festa e stavo osservando da lontano un uomo molto affascinante che mi aveva colpita subito. Elegante, sicuro di sé,
La lasagna mantovana con zucca, amaretti e mostarda di mele, è uno di quei piatti che se li assaggi, non puoi più farne a meno. Già la lasagna è un piatto magico, che sa di festa, questa è sicuramente per una festa importante! “Domenica è sempre domenica!”… intonava una canzone dei tempi delle nostre nonne, quando ancora, di tutti e sette i giorni della settimana, la domenica era quella del riposo e della festa. I negozi erano chiusi, il rumore del traffico quasi spariva, ed il suono delle campane si sostituiva a quello più imperioso della sveglia. Ciascuno celebrava questo giorno come meglio preferiva, ma tutti erano concordi nel ritrovarsi
Nei miei ricordi di ragazzina, ci sono spesso le mandorle pralinate o come si dice in Toscana, l’addormentasuocere. Un po’ appiccicose, neanche belle da vedersi, ma buonissime ed estremamente pericolose. Sì perché, non è che ne mangi una e via. Sono come le ciliegie che una tira l’altra: con la grandissima differenza che queste sono mandorle (o nocciole, o noccioline americane o pinoli) caramellate, con uno spesso strato di zucchero che le rende irresistibili e piene di calorie. Quando ero piccola, vendevano questi sacchettini lunghi e stretti di “addormentasuocere” al cinema, al luna park, alle fiere paesane, si trovavano dappertutto e così le mangiavo spesso. Poi sono un po’ cadute in
Oriana Fallaci ed io: tre città, tre ricette per l’MTC N°60: questo sarà per me, un MTC diverso. Non solo la sfida culinaria, ma anche la storia di un legame molto stretto con la scrittrice che meglio ha raccontato il secolo scorso, attraverso i tre luoghi fondamentali della sua vita e della mia. Oriana Fallaci Ho conosciuto la Fallaci come scrittrice quando avevo 13/14 anni, con un libro fondamentale per ogni donna “Lettera ad un bambino mai nato”. In quegli anni, si dibatteva il tema dell’aborto che dette vita al famosissimo referendum e naturalmente il libro divenne un best seller. Mi piacque molto, ma a quell’età, mi mancava l’esperienza della vita per
Gnocchi di patate, crema di zucca, fonduta di gorgonzola, crumble di amaretti, mandorle e polvere d’arancia, proprio non erano previsti. Mai per l’MTC avevo fatto 3 ricette e sinceramente, non immaginavo di farlo neanche questa volta. Ma la ricetta, mi è venuta così: d’impulso! Devo dire che Annarita Rossi del blog “Il bosco di Alici” ha scelto un tema per me molto stimolante. Io adoro gli gnocchi, ma purtroppo è difficile trovarli buoni anche al ristorante: spesso si trovano pallette di una massa gommosa che si attacca al palato che mi rifiuto di chiamare gnocchi. Eppure non è difficile, occorrono solo le patate giuste e alcuni piccoli trucchi che Annarita spiega






