Cenci di Carnevale, ricetta toscana

I cenci di Carnevale, sono una variante toscana di dolci fritti che tradizionalmente invadono la nostra penisola in questo periodo, magari però li sentirete chiamare “chiacchere”, “lattughe”, “crostoli”, “frappe”, “sfrappole”, “cioffe”, “gale”, oppure “maraviglie” in Sardegna. Le differenze sono soprattutto negli aromi o nei liquori usati nella ricetta, oppure nella forma, ma la sostanza resta quella.
La loro origine è da ricondurre alle Liberalie, le feste organizzate in onore del dio della fecondità e dei Vizi Liber Pater, che avevano sostituito i Baccanali, giudicati troppo sfrenati. In queste occasioni, le “frictilia“, gli antenati dei cenci, venivano distribuite per strada da donne anziane con il capo cinto di edera. Grazie alla velocità di cottura se ne potevano fare grandi quantità, senza lasciare nessuno senza.
Con l’avvento del Cristianesimo le festività pagane vennero abolite, ma il ricordo e l’allegria della festa restarono nel Carnevale (da carnem vale, ovvero salutare la carne) poiché nei 40 giorni seguenti, durante la Quaresima, non si poteva indulgere nel peccato, neanche in quello della gola. Nel Carnevale confluirono i riti propiziatori per l’inizio del nuovo ciclo della natura che sta per iniziare, facendo giungere fino a noi alcune eco, in questo caso gastronomiche, dei tempi antichi.
I dolci fritti di Carnevale, sono un inno all’opulenza e all’abbondanza che precede un periodo tradizionalmente “di magro”.
In Toscana si fanno i cenci che ho realizzato con la ricetta di Paolo Petroni, in occasione della Giornata dei cenci, frappe e chiacchere per il Calendario del Cibo Italiano.

Ingredienti

  • 300 g di farina bianca
  • 50 g di zucchero semolato
  • 50 g di burro
  • 2 uova 
  • un bicchierino di Vinsanto
  • 1 arancia
  • sale
  • olio di semi di girasole per friggere
  • Zucchero a velo o semolato (io lo preferisco semolato)

Procedimento

Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il burro fuso, il Vinsanto, la scorza d’arancia e un pizzico di sale. Lavorare per una decina di minuti, fino ad ottenere un impasto liscio. Farne una palla e lasciarla riposare mezz’ora in frigo.
Trascorso il tempo di riposo, riprendere la palla e tirare la sfoglia con il mattarello o con la macchina della pasta e tagliarla a losanghe lunghe 15 cm (io le faccio 10 cm perché più grandi sono più difficili da friggere) che andranno fritte in olio caldissimo.
Man mano che i cenci saranno fritti, metterli a scolare su carta da cucina e polverizzarli di zucchero. Si possono gustare sia caldi che freddi e si accompagnano con il Vinsanto.
 

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