sabato 27 aprile 2019

Torta salata "Bersaglio di Primavera" per il Club del 27



Da diversi mesi, molti impegni di lavoro mi hanno tenuta lontana dal Club del 27 , ma questa volta, non potevo mancare, perché il tema lo amo proprio: le torte salate, quelle del nostro libro "Torte salate" .
Dal lontano 2016 (anno di uscita del libro) ho sempre avuto voglia di fare quella di copertina, che mi è sempre sembrata bellissima. Così questo mese mi sono messa all'opera ed ecco qui la Torta salata Bersaglio di Primavera, ricetta di Francesca Cordioli del blog Acquolina.
E' una quiche leggera e colorata, adattissima a queste giornate di primavera per i pic-nic e le gite fuori porta. A questo proposito chi mi conosce bene si starà già sbellicando dalle risate. Sapete perché? Io odio i pic-nic. Da sempre! Non ho mai capito come possa essere divertente, affannarsi a preparare un pasto freddo, doverlo trasportare, mangiare seduti per terra, magari in compagnia di formiche ed altri insetti. Per me mangiare è una cosa importante che va fatta in tranquillità e con tutte le comodità del caso. Però a chi invece piace, sicuramente, questa torta è adatta ad essere trasportata, si taglia facilmente, è molto buona anche fredda e si presenta bene. Così sia che siate della fazione "Pic-nic per sempre", sia che siate del partito "A tavola forever", provate a farla perché è davvero fantastica. 
Le verdure, crude nell'appareil, si mantengono croccanti, la frolla è molto friabile e saporita, un connubio davvero piacevole. Da provare!


Ingredienti per una torta diametro 26 cm

  • 375 g di pasta frolla salata o di pasta brisee italiana (la ricetta è qui)
  • 200 ml di panna fresca
  • 2 uova
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 peperone rosso
  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • sale
  • pepe
per la frolla salata (o pasta brisée)
  • 250 g di farina
  • 150 g di burro 
  • 1 uovo medio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di latte (facoltativo)

Preparazione

Utilizzare il burro a temperatura ambiente, togliendolo dal frigo almeno 10 minuti prima di iniziare ad impastare. 
Setacciare la farina con il sale sul piano di lavoro e fare la fontana. Aggiungere il burro tagliato a dadini e l'uovo. Iniziare a lavorare con la punta delle dita, incorporando via via la farina: l'impasto cambierà di consistenza suddividendosi in grosse briciole. A questo punto, iniziare a impastare con il palmo della mano facendo leva sui polsi. Non lavorare l'impasto eccessivamente: 4 o 5 volte dovrebbero essere sufficienti per ottenere una pasta lisca ed omogenea. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola alimentare e tenerla in frigo fino al momento dell'uso, almeno un'oretta è importante farla riposare.
Stendere la frolla a circa 3 mm con il matterello e foderare lo stampo imburrato facendo aderire bene la pasta e ritagliando quella in eccesso. Mettere lo stampo in freezer per mezz'ora. Intanto preriscaldare il forno a 180-190° in modalità statica. Infornare la torta, dopo averla bucherellata con i rebbi della forchetta, ricoperta di carta forno e riempita di legumi secchi o pesi in ceramica. Per fare una semicottura in bianco, infornare per 15-18 minuti, poi sfornare, togliere carta forno e legumi, abbassare la temperatura di 10 o 20°C e proseguire la cottura per 5-7 minuti. Sfornare, mettere da parte e preparare il ripieno.



Mondare le verdure, lavarle ed asciugarle bene. Tagliarle a strisce sottili con un pelapatate, così che si possano arrotolare facilmente. Riempire il guscio semicotto con l'appareil preparato mescolando le uova con la panna, il Parmigiano Reggiano, il sale ed il pepe e disporre all'interno le verdure a cerchi concentrici, alterandole in base ai colori. 
Infornare a 180°C per 20 minuti o fino a quando la torta non sarà dorata. Lasciar intiepidire e servire.

Un piccolo trucco
I miei non amano la buccia del peperone, così una volta lavato, l'ho asciugato ed infornato a 180°C per 20 minuti. Così una volta raffreddato ho potuto facilmente togliere la pellicina ed utilizzarlo come da ricetta.

Con questa ricetta partecipo al Club del 27 di aprile




sabato 20 aprile 2019

Il Corollo, antico dolce tipico senese di Pasqua



A Siena durante la Settimana Santa, si faceva la Schiacciata di Pasqua o Sportellina (della quale ho scritto in questo post) e con gli avanzi della pasta le mamme preparavano per i loro bambini il "Corollo", una ciambella di pasta lievitata, che si poteva mangiare già il sabato santo, mentre invece la Schiacciata si poteva gustare solo il giorno di Pasqua, una volta tornati dalla messa e dopo che la stessa aveva ricevuto la benedizione insieme alle uova. 
Oltre alla meraviglia di poter mangiare un dolce in anticipo rispetto alla Pasqua, per i bambini il Corollo era anche un'occasione di gioco: infatti si mettevano al collo dei bimbi legati con una cordicella o un nastro ed i piccolini, dovevano sbocconcellarli pian piano, con grande attenzione, per non rompere il buco. Vinceva chi riusciva a far durare il Corollo, più a lungo possibile attaccato al collo.
A casa mia il Corollo non veniva fatto mai, mia nonna faceva la Sportellina e la mangiavo con l'uovo di cioccolato. Grandissima esperienza pasquale!
 Ma da grande ho scoperto il Corollo in una panetteria a Siena. Questo è un dolce povero che ancora oggi si trova solo in alcune panetterie della città del Palio. Da quando l'ho scoperto, mi piace comprarlo e gustarlo appena fatto, morbido e profumato di anice. 
Quest'anno invece, ho deciso di provare a farlo in casa. E' più facile e veloce della Sportellina, meno dolce e più vicino al sapore del pane, ma con l'uovo di cioccolata è buonissimo. Poi i giorni seguenti se il Corollo avanza, potete mangiarlo a colazione, tostato e accompagnati con la crema di nocciole o con la marmellata ed il burro. Esperienza da fare, assolutamente! 
Intanto Buona Pasqua a tutti!



Ho provato 2 ricette diverse: una è quella di Giovanni Righi Parenti, dal libro "Dolcezze di Toscana" l'altra è della mia amica Patrizia Malomo del blog "Andante con Gusto".
Quella di Patty, più buona e golosa, quella di Righi Parenti, più vicina al gusto del pane e forse più come dovrebbe essere trattandosi di un dolce antico. Però se lo rifarò, rifarò il Corollo di Patty, perché è troppo più buono.
Comunque le ricette ve le metto entrambe.

Il Corollo con la ricetta di Giovanni Righi Parenti

Ingredienti per 7 corolli
  • 300 g di farina 0
  • 80 g di zucchero
  • 30 g di miele
  • 50 g di olio extra vergine d'oliva
  • 25 g di semi di anice
  • 15 g di lievito di birra
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo intero



Preparazione
Sciogliere il lievito in poca acqua e lasciare che si attivi formando le bolle. Impastare la farina con il lievito attivato, aggiungendo lo zucchero, il miele, l'olio extra vergine di oliva e i semi di anice. In ultimo aggiungere il sale. Lavorare bene nell'impastatrice fino ad incordatura. Togliere l'impasto dalla planetaria e formare una pagnotta. Lasciarla lievitare per almeno 4 ore in un ambiente caldo. Trascorso il tempo, riprendere la pasta e dividerla in porzioni da circa 70 g. Rullarli in cilindri da chiudere a ciambella, formando i Corolli. Sistemarli su una placca da forno unta d'olio e spennellarli con un uovo sbattuto con un po' di acqua, per renderli lucidi. Cuocerli in forno a 160° per 25/30 minuti, fino a doratura.


Il Corollo con la ricetta di Patrizia Malomo

Ingredienti per 12 corolli, ma a me piacciono più grandi e ne ho fatti solo 9
  • 200 g di farina 00
  • 100 g di farina Manitoba
  • 10 g di lievito di birra
  • 50 g di zucchero + 1 cucchiaino
  • 1 pizzico di sale
  • 25 g di olio extra vergine di oliva
  • 25 g di strutto
  • 15 g di semi di anice
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 1 tuorlo d'uovo



Preparazione
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero e lasciare che si attivi formando le bolle. Intanto versare la farina con lo zucchero, i semi di anice, mescolare bene e fare la fontana. Aggiungere il lievito ed azionare la planetaria a velocità media, munita di gancio, continuando a versare l'acqua piano piano. Continuare ad impastare e versare sale e olio extra vergine di oliva. Lasciar lavorare l'impastatrice fino ad incordatura dell'impasto (ciotola pulita e impasto attaccato al gancio).
A questo punto iniziare ad aggiungere lo strutto a fiocchetti, aggiungendo ogni fiocchetto solo quando quello precedente non sarà stato incorporato. Impastare per almeno una decina di minuti e comunque prima di interrompere sarà utile fare "la prova del velo", cioè prendere un pizzico di impasto fra pollice ed indice e tirandolo verso l'esterno, bisogna riuscire ad estenderlo fino a vederne la trasparenza, come un velo.
Sistemare l'impasto in una ciotola oleata e far lievitare per almeno 2 ore (l'impasto deve quasi triplicare). Trascorso il tempo della prima lievitazione, prendere l'impasto e sgonfiarlo. Arrotolarlo a salsicciotto e dividerlo in 9 pezzi. Ricavare dei cilindri lunghi circa 20 cm e chiuderli formando i tradizionali Corolli.
Sistemare ogni ciambella su una placca ricoperta di carta forno distanziandole bene l'una dall'altra e farle lievitare ancora un'ora, finché saranno raddoppiate. Sbattere il tuorlo con un cucchiaio d'acqua  e spennellare bene ogni Corollo. Infornarli a 180° e far cuocere per circa 25 minuti, fin quando non saranno di colore ambrato. Far raffreddare su una gratella e consumarli freddi.





giovedì 18 aprile 2019

Pasta al tonno fresco all'eoliana


Chi segue questo blog avrà ormai ben compreso il mio amore per la Sicilia, per i suoi piatti, per i paesaggi, il mare, il Barocco e chi più ne ha più ne metta. E' un luogo che mi rende felice e che mi piace frequentare. Di recente sono stata a Catania per "Cibo nostrum" ed ho mangiato questa pasta, che ogni tanto cucino anche a casa, perché è buona e veloce da fare, il sugo si cuoce mentre bolle l'acqua per la pasta. 
Quando mi sono resa conto di non averla mai pubblicata ed ho pensato di dover rimediare.
Come dice il nome è un piatto tipico delle Isole Eolie. Il sugo "all'eoliana" è un sugo interamente vegetale, realizzato con olive, capperi, aglio, olio extra vergine di oliva e pomodorini, ma con il tempo si è arricchito con il pesce. Si può preparare con tonno fresco, pesce spada, palmita e perfino sgombro.
E' un piatto che profuma di mare, ha tutti i sapori del Mediterraneo e fa subito estate. Adattissimo in tutte le occasioni "conviviali" compresa la spaghettata di mezzanotte. Di solito la faccio con la pasta corta grossa, tipo rigatoni o mezze maniche, perché adoro i capperi, i pezzetti di olive, o il pesce che entrano dentro la pasta. Ma in realtà si può fare anche con gli spaghetti.



Ingredienti per 4 persone

  • 250 g di tonno rosso o pesce spada 
  • 400 g di pasta corta 
  • 15 pomodorini Piccadilly o ciliegini (magari anche 20)
  • 1 spicchio d'aglio tritato
  • 15 olive nere in salamoia
  • 1 cucchiaio abbondante di capperi sotto sale 
  • un mazzettino di prezzemolo
  • 1 peperoncino piccante
  • olio extra vergine d'oliva
  • sale
  • pepe

Procedimento

Mettere a bollire l'acqua per la pasta e nel frattempo preparare il sugo. Dissalare bene i capperi e scolare le olive dalla salamoia. Denocciolare le olive e tagliarle a fettine. Lavare i pomodorini e tagliarli in 4 parti. Tritare finemente l'aglio (privato dell'anima) ed il peperoncino. In una padella capiente che possa contenere la pasta, mettere olio extra vergine di oliva, aglio e peperoncino a soffriggere leggermente, aggiungere capperi dissalati olive affettate e far insaporire. Aggiungere quindi i pomodorini ed un pizzico di prezzemolo tritato. Far cuocere il sughetto alcuni minuti, aggiustare di sale e pepe, quindi aggiungere il tonno tagliato a dadini e lasciar cuocere un minuto (dentro deve restare rosa). Lessare la pasta, scolarla al dente e versarla nella padella con il sughetto, aggiungendo alcuni cucchiai di acqua di cottura ed un filo d'olio extra vergine di oliva. Mantecare bene, unire il prezzemolo tritato e servire.