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Ravioli neri di palamita crema di datterini e pomodorini infornati

Sabrina Fattorini
Portata Primi piatti
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

per la pasta

  • 100 g di farina Verna di tipo 2
  • 40 g di farina di semola di grano duro
  • 2 tuorli
  • 1 uovo intero
  • 1 filo di olio extra vergine di oliva
  • un pizzico di sale marino di Cervia
  • 5/6 sacche di nero di seppia

per la farcia

  • 500 g di polpa di palamita
  • olio extra vergine di oliva
  • scorza di limone biologico
  • un pizzico di sale marino integrale di Cervia
  • pepe appena macinato

per i pomodorini infornati

  • 8 pomodorini ciliegini
  • olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • sale marino integrale di Cervia
  • Pepe appena macinato
  • alcune foglie di basilico
  • origano
  • 1 cucchiaio di capperi di Pantelleria sotto sale

per la crema di datterini gialli

  • 250 g di pomodorini datterini gialli
  • olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • sale marino di Cervia

per la decorazione

  • alcune foglie di prezzemolo
  • 16 foglie di capperi di Pantelleria

Istruzioni
 

per la farcia

  • Sfilettare la palamita, utilizzando un coltello ben affilato da sfilettamento.
  • Partire dalla coda ed incidere trasversalmente il pesce, fino alla lisca centrale, poi ruotare il coltello in modo che la parte piatta della lama resti a contatto con la lisca. Tagliare per tutta la lunghezza fino ad uscire dalla testa. Girare il pesce e ripetere tutta l’operazione. Rifilare i filetti ed eliminare le parti nere del pesce che hanno un sapore amaro. Pesare il pesce occorrente per la preparazione. Le parti più sottili dei filetti diventano farcia una volta tagliate a quadrottini piccoli ed insaporite con olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale di Cervia e la scorza di limone grattugiata. Il resto della palamita va tagliato a dadolata di 1,5 cm ed insaporito con olio extra vergine di oliva e conservato in frigo fino al momento di cuocerlo.

per la pasta

  • In una ciotola, versare le farine a fontana, inserire le uova, un filo d’olio, il sale, il contenuto delle sacche di nero di seppia, impastare bene fino a formare una palla. Avvolgerla nella pellicola da cucina
  • e metterla in frigo a riposare per almeno mezz’ora. Trascorso il tempo di riposo, stenderla con il matterello o con la macchina per la pasta. Ritagliarla in quadrati da cm 7,5 di lato. Inserire in mezzo ad ogni quadrato il quantitativo di farcia di una nocciola, inumidire tutti i bordi e chiudere il raviolo a piramide. Le foto in questo post chiariscono più delle parole. I ravioli vanno conservati in frigo fino alla cottura, ma non possono essere preparati con molto anticipo, perché il ripieno crudo rischia di inumidire troppo la pasta.

per i pomodorini infornati

  • Tagliare i pomodorini a metà in senso orizzontale e condirli con olio extra vergine di oliva, sale, pepe, origano, basilico spezzato con le mani,aglio tritato e capperi dissalati in acqua corrente, tritati accuratamente. Portare il forno a 200° e infornare per circa 15 minuti.

per la crema di datterini gialli

  • In una casseruolina, scaldare alcuni cucchiai d’olio extra vergine di oliva con l’aglio, per profumarlo. Togliere l’aglio, unire i datterini sbucciati e privati dei semi e cuocere alcuni minuti. Aggiustare di sale, passarla al frullatore ad immersione e trasformarla in crema, conservandola al caldo.

Composizione del piatto

  • Quando i pomodorini sono pronti, cuocere i ravioli in abbondante acqua salata per circa 2 minuti, ma è meglio assaggiarne uno per controllare. Impiattare posizionando la salsa di datterini a specchio,
  • unire i pomodorini infornati (4 pezzi a porzione) ai 4 lati della salsa. Al centro la dadolata di palamita fatta andare in padella 1 minuto nei lati liberi i ravioli. Decorare tutto con foglie di cappero e prezzemolo.

Note

Il ripieno di palamita è inserito a crudo, perché voglio evitare che poi, cuocendo i ravioli, subisca una ulteriore cottura ed il pesce diventi stopposo.
Per questo occorre attenersi a delle norme di tipo igienico sanitario molto importanti. Quando il raviolo è chiuso, nessuno potrà garantirci la cottura ottimale del pesce.
Per salvaguardare il sapore, vorrei una cottura esterna del pesce e l’interno praticamente crudo.
Per ottenere questo ed eliminare il rischio batteri e parassiti, come la pericolosissima Anisakis, la cosa da fare è abbattere per 9 ore a -40° o congelare il pesce per 96 ore a -15°.