Confettura di pesche bianche e vaniglia Bourbon con il metodo di Christine Ferber 1:3

Come vi avevo anticipato qualche giorno fa, eccovi il secondo tentativo di confettura di pesche e vaniglia Bourbon con il metodo di Christine Ferber, ma riadattata al mio gusto e a quello della mia famiglia.
Qui trovate la prima versione con lo zucchero di canna (al posto dello zucchero bianco) in metà dose rispetto alla versione della Ferber.
Riepilogando i difetti principali trovati dai vari componenti della famiglia: 
1) troppo dolce per me che consumo marmellate senza zucchero
2) colore brutto
3) si sente troppo il limone
Diciamo comunque che sono passati pochi giorni ed il primo barattolo è già stato finito a forza di assaggi mattutini … se aveva tutti questi difetti, forse era ancora lì!!!
La versione che pubblico adesso è senza dubbio meno dolce e di colore più gradevole, si sente molto di più la vaniglia, che forse copre un po’ il sapore della pesca, (potete metterne metà baccello) ma il dubbio grosso è se può durare qualche mese!!!
Anche se forse non lo saprò mai mi sono venuti solo 2 barattoli da 250 ml, finiranno prima di scoprirlo!!!
Comunque il mio gusto è più orientato verso un prodotto ancora meno dolce … quindi mi sa tanto che sperimenterò la versione “senza zuccheri aggiunti”!!!



Ingredienti :
  • 1 kg di pesche bianche (pesate al netto di buccia
    e noccioli)
  • 333 g di zucchero bianco (1/3 del peso)
  • 30 ml di succo di limone (il succo di metà limone
    grande)
  • La buccia di 1 limone grattugiata
  • 1 baccello di vaniglia Bourbon
 

Preparazione:
Sbucciare le pesche e togliere il nocciolo.
Tagliarle a pezzettini piccoli, mescolarle con succo e buccia di limone,
la bacca di vaniglia incisa (ho tolto anche i semini) lo zucchero e lasciar macerare tutto
per un’ora in frigo coperto con un foglio di carta forno in un contenitore di
ceramica o vetro.
Trascorsa l’ora, trasferire il tutto in una casseruola di rame da
marmellate o in una casseruola in acciaio inox con il fondo spesso e portare
tutto “quasi” all’ebollizione.
Il composto non deve bollire, deve “fremere”.
Spegnere e versare di nuovo il composto in un contenitore di ceramica o
vetro.
Coprire di nuovo con la carta forno a contatto con la frutta e lasciar
riposare per una notte in frigo.
Il giorno successivo versare le pesche in un colino foderato di garza
leggera, va benissimo anche uno scolapasta.
Trasferire lo sciroppo che esce in una casseruola con il fondo spesso e
portarlo ad ebollizione (esattamente a 105°, a questa temperatura comincia ad
addensare).
Schiumare se necessario, quindi unire le pesche.
Lo sciroppo deve iniziare ad addensarsi prima di unire la frutta a
pezzetti (occorreranno circa 10/15 minuti).
Con le dosi di zucchero indicate dalla Ferber, il tempo di cottura si
riduce molto, avendo ridotto lo zucchero è necessario allungare i tempi di
cottura.
Riportare a bollore e cuocere a fiamma viva per 15 minuti, schiumando se
serve.
Eliminare la bacca di vaniglia e verificare la densità della confettura
con la prova del piattino.
n.d.a. La prova del piattino consiste nel prendere un piattino freddo
(non appena lavato in lavastoviglie) e colarci un po’ di confettura; inclinando
il piattino, la confettura deve scendere molto lentamente.
Si può lasciare la confettura a pezzetti oppure passarla con il
frullatore ad immersione per renderla più spalmabile.
Se la confettura ha la giusta densità alla prova del piattino, spegnere
il fuoco e versarla nei barattoli precedentemente sterilizzati (cioè passati in
forno a 160° per 15 minuti).
Una volta riempiti, lasciando almeno un centimetro dal bordo, chiuderli
con i tappi precedentemente sterilizzati (bolliti per almeno 15 minuti in
acqua) pulire bene i bordi e capovolgerli su un tagliere di legno.
Lasciar raffreddare i barattoli e girarli solo quando sono freddi e il coperchio è leggermente incurvato verso l’interno.





2 commenti su “Confettura di pesche bianche e vaniglia Bourbon con il metodo di Christine Ferber 1:3”

  1. buonissima questa marmellata, il mio compagno, poi, va matto per la marmellata di pesche, grazie per il metodo che non conoscevo! Un abbraccio SILVIA

  2. Architettando in cucina

    Ciao Silvia, quest'anno ho fatto di necessità virtù!!! Con tutte queste pesche … dovrò pur farci qualcosa di buono!!!! Un abbraccio anche a te!!! 🙂

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