giovedì 7 novembre 2019

Maki di lamponi, fragole e pistacchi di Bronte, perché "Io essicco"



Ma sapete perché proprio questa ricetta? Perché sabato 19 ottobre ad Host a Milano, presso lo stand di Tre Spade, è stato presentato il libro "Io essicco - manuale pratico per l'essiccazione" al quale ho partecipato con 3 ricette. Il manuale, sarà dato in dotazione con l'acquisto del nuovo essiccatore Atacama, ma le mie ricette potrete trovarle anche qui, a partire da oggi. E' un manuale fantastico con moltissime ricette tutte da provare ed un sacco di notizie sull'essiccazione, che è un mondo vastissimo e sconosciuto. L'essiccazione è il più antico metodo di conservazione, ma oggi, oltre a consentirci di mangiare fragole buonissime anche a novembre, consente una grande innovazione in cucina. Insomma, con l'essiccatore c'è proprio da divertirsi.
Ma veniamo alla ricetta. E' un finger food adatto per un buffet o servito come pre dessert. La pezzatura è pensata per un solo boccone. Ha un bel contrasto in bocca tra il sapore acidulo del lampone (intensificato dall'essiccazione) e quello dolce e morbido della crema al cioccolato bianco. Contrasto esaltato dalla sapidità e croccantezza dei pistacchi. Le fragole all'interno e sopra, parzialmente reidratate dall'umidità della crema, restano comunque presenti in bocca e danno ulteriore masticabilità. Il lampone all'esterno, anch'esso parzialmente reidratato dalla crema, si mantiene compatto per contenerla, ma morbido al palato.




Ingredienti per 12 finger food

  • 125 g di lamponi
  • 3 fragole
  • 180 g di crema Namelaka al cioccolato bianco
  • 30 g di pistacchi di Bronte tostati
Tempi di preparazione per fragole e lamponi 
15 minuti di preparazione + 20 ore di essiccazione

Tempi di preparazione per la crema Namelaka 
15 minuti di preparazione + 12 ore di riposo in frigo

Tempi di assemblaggio 
15 minuti


Preparazione

Pulire i lamponi e frullarli con il frullatore ad immersione. Coprire il cestello dell'essiccatore con il tappetino di teflon e versarci la purea di lamponi, stendendola bene con la spatola.
Tagliare le fragole a fette sottili circa 3 mm, stenderle nel cestello dell'essiccatore sopra ad un tappetino di teflon. Caricare i cestelli nell'essiccatore ed avviare alla temperatura di 40° per 20 ore.
Intanto preparare la crema Namelaka. Bollire il latte con il glucosio, aggiungere la gelatina reidratata precedentemente in acqua fredda e versare sul cioccolato ridotto in pezzi. Mescolare bene ed emulsionare con il frullatore ad immersione. Aggiungere la panna fresca e conservare in frigo per almeno 10 - 12 ore.
Trascorse le 20 ore, estrarre la purea dall'essiccatore, staccarla dal tappetino e ritagliarla a rettangoli cm 12 x 3. Staccare le fragole dal tappetino, tritarne alcune ed aggiungerle alla crema. Tritare i pistacchi e aggiungere anch'essi alla crema, avendo cura di lasciarne un po' per la decorazione. Inserire la Namelaka in una sac a poche, stenderla sui rettangoli di purea essiccata ed arrotolarli formando un cilindro, quindi pareggiare la crema ed appoggiare i cilindri formati su piattini da finger food. Decorare con una fettina di fragola e pistacchi tritati.



lunedì 4 novembre 2019

Le margherite di Stresa per il Calendario del cibo italiano



Le margherite di Stresa, sono biscotti davvero deliziosi, realizzati con una pasta frolla delicatissima che si realizza con le uova sode ed oggi è il loro turno essere celebrate dal Calendario del Cibo Italiano
Furono creati a Stresa, famosa località turistica sul Lago Maggiore, verso la metà del 1800 dal pasticcere Pietro Antonio Bolongaro e devono il loro nome alla principessa Margherita, che nel 1868, andò in sposa a Umberto di Savoia, diventando la prima regina d'Italia. La principessa era solita trascorrere lunghi periodi di vacanza a Stresa, con la madre, Elisabetta di Sassonia, così il pasticcere Bolongaro, la volle omaggiare con questi biscotti che sono ancora oggi apprezzatissimi.
La ricetta straordinaria, è quella di Pinella Orgiana, una garanzia per la pasticceria.


Ingredienti

  • 250 g di burro
  • 120 g di zucchero a velo
  • 1/2 limone (solo la scorza grattugiata)
  • un pizzico di sale
  • 4 tuorli di uovo sodo tritati finemente e passati al setaccio
  • 200 g di fecola di patate
  • 200 g di farina 00
  • mezza bacca di vaniglia

Preparazione

Per fare le margherite di Stresa, bisogna tirare fuori dal frigo il burro almeno mezz'ora prima (se la temperatura esterna non è di 30° naturalmente), perché deve essere morbido ma non troppo.
Nel frattempo mettere le uova in un tegamino con acqua fredda e quando iniziano a bollire, calcolare 8 minuti e spegnere il fuoco. Togliere le uova e metterle subito in acqua fredda. Quando sono raffreddate, sgusciarle e prelevare i tuorli.
Setacciare lo zucchero a velo ed aggiungerci il burro tagliato a dadini, poi il sale, i semini di vaniglia e la scorza di limone. Lavorare bene con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Passare i tuorli al setaccio ed amalgamarli con un cucchiaio al composto di burro e zucchero. 
Setacciare 2 volte la farina e la fecola ed unirle all'impasto lavorando velocemente, come si fa per la frolla.
Far riposare l'impasto in frigo per circa 30 minuti, per far sì che il burro si ricompatti. Trascorso questo tempo, infarinare leggermente il piano di lavoro e stendere la frolla all'altezza di 1 cm. Ritagliare i biscotti con lo stampino originale. Raccogliere gli scarti e stenderli di nuovo senza usare la farina. Sistemare i biscotti in teglie ricoperte di carta forno e farli riposare in frigo per 10-15 minuti, in modo da raffreddarli perché la lavorazione riscalda il burro.
Infornarli poi in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti. A cottura ultimata, far raffreddare le margherite e poi polverizzarle di zucchero vanigliato fatto in casa.
Come si fa? Aprire una bacca di vaniglia, prelevare i semi per qualche altra preparazione e inserirla in un barattolo di zucchero a velo.