sabato 19 novembre 2016

Mandorle pralinate o addormentasuocere un dolcissimo amarcord

Nei miei ricordi di ragazzina, ci sono spesso queste piccole golosità croccanti, un po' appiccicose, neanche belle da vedersi, ma buonissime ed estremamente pericolose. Sì perché, non è che ne mangi una e via. Assolutamente no! Sono come le ciliegie che una tira l'altra: con la grandissima differenza che queste sono mandorle (o nocciole, o noccioline americane o pinoli) caramellate, con uno spesso strato di zucchero che le rende irresistibili e piene di calorie.
Quando ero piccola, vendevano questi sacchettini lunghi e stretti di "addormentasuocere" al cinema, al luna park, alle fiere paesane, si trovavano dappertutto e così le mangiavo spesso. Poi sono un po' cadute in disuso e adesso le troviamo solo alla festa del santo patrono e simili, ma naturalmente solo in Toscana, al massimo in qualche paesino limitrofo dell'Umbria.
Oltre alla bontà di questo snack, a colpirmi è sempre stato il suo nome buffo, legato ad una storia che mio nonno raccontava "realmente accaduta": le virgolette sono d'obbligo, perché mio nonno aveva aneddoti su tutto. A dire il vero è vissuto 98 anni, quindi tempo ne ha avuto, ma ho sempre sospettato che l'invenzione fosse dietro l'angolo, perché nei sui racconti era immancabile una parte comica, ed il finale, una gran risata. Dato che poi altri della famiglia hanno invece raccontato aneddoti diversi, quelli fatti di una vita dura, piena di malattie, guerra, fame, è chiaro che i sospetti vengono. Ma lui era divertente, irriverente, irresistibilmente simpatico. La sera mi raccontava le storie prima di dormire, ma non le favole classiche, che per altro mi facevano paura, ma quegli aneddoti della sua vita debitamente romanzati, che mi piacevano da matti. Volete mettere a 5/6 anni sentirsi raccontare del lupo di Cappuccetto Rosso che mangia la nonna, oppure di mio nonno bambino che va a fare la cacca nel campo e si pulisce con l'ortica? La storia finiva con una risata e la sera dopo ce n'era una nuova. Era fantastico! Le storie più belle, le ricordo ancora: e "l'addormentasocere" come diceva lui, non fa eccezione.
"Quando da giovani si andava a fare all'amore (cioè a trovare la fidanzata a casa) si portava qualcosa di regalo per la socera, (suocera) sperando di ammorbidirla, se no stava a guardarci per tutto il tempo e noi non ci si poteva baciare. Ma io ci andavo apposta, per baciarla la nonna!
Così spesso, si portavano dei dolcini. Queste mandorle ricoperte di zucchero erano adatte, anche perché le suocere erano anziane e non avevano più i denti buoni, allora le succhiavano per far sciogliere lo zucchero. Quindi con la bocca piena, non parlavano (ed era già un vantaggio!) e succhia succhia, zitte zitte, dopo un po' si addormentavano e io e la nonna ci si dava certi baci! Come nei film! Ecco perché si chiamano così! 
Ma una volta portai l'addormentasocere all'Adele, (la mamma della nonna) e mentre si stava per addormentare, la mandorla gli andò di traverso. Non respirava più, ed era diventata ble (blu): se non riuscivo a fargliela sputare, ci moriva lì! Quando si riprese, mi guardò con lo sguardo cattivo e gli occhi che erano diventati due fessure e mi disse: " O giovanotto, che m'hai portato l'ammazzasocere?"  
Ed io ridevo come una matta. Ancora oggi sorrido scrivendo, di questo amarcord, fatto di gioia e nostalgia.
In realtà come molti prodotti di successo della pasticceria, le praline nascono per caso nel 1636, quando il cuoco del Conte Plessin-Praslin (diplomatico francese) fece cadere accidentalmente le mandorle nello sciroppo di zucchero bollente.
Quindi per rivivere l'amarcord, la ricetta.

Ingredienti:

  • 100 di mandorle sgusciate con la pellicina
  • 100 g di zucchero semolato
  • 80 g di acqua

Preparazione:

In una casseruola dal fondo spesso, inserire tutti gli ingredienti, far cuocere a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, finché l'acqua non è evaporata e lo zucchero sciolto. 


Togliere la pentola dal fuoco continuando a  mescolare, finché lo zucchero si cristallizza e diventa di nuovo bianco.


A questo punto, rimettere la pentola al fuoco, sempre a fuoco dolce e mescolare. Lo zucchero si scioglierà nuovamente, acquistando il tipico colore ambra del caramello e si attaccherà alle mandorle, separandole.


Distribuire quindi le mandorle, su un vassoio rivestito con della carta forno e farle asciugare all'aria.
Le mandorle pralinate si conservano anche per mesi, al riparo dall'umidità in un vaso di vetro o in una scatola di latta (si dice! A casa mia non durano ...)
Può essere anche una simpatica idea per un piccolo regalo (Natale si avvicina), basta un sacchettino di cellophane alimentare, un fiocchetto ed il gioco è fatto!


Oltre ad essere un magnifico snack, sono ideali per decorare torte, semifreddi e ... scoprirete tutto nel prossimo post!






6 commenti:

  1. Che bontà divina! Le ricordo molto bene 😉 Ed è verissimo: non si riesce a controllarsi 😋 Io credo le vendano ancora alle fiere.
    Bravissima Sabri!

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  2. Sì, alle fiere paesane si trovano. Ma qui da me le fiere sono quasi tutte in primavera o in estate! Quindi in inverno mi organizzo! ;)

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  3. Anch'io ho avuto un nonno super, che di quel passato di guai (e ne aveva avuti parecchi, davvero) ricordava soprattutto il lato comico. Anche lui è vissuto fino a 97 anni, e se ne è andato con il suo bellissimo sorriso. Che sia proprio la capacità di affrontare la vita sorridendo e facendo sorridere l'elisir di lunga vita? Grazie per questo bellissimo post amarcord e per le addormentasuocere! (Io sono di Livorno, e da noi, per la strada, ce le vendeva l'ambulante con l'apino, detto "lo zio"- oddio come sono anziana!....)

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    1. Allora Cecilia, credo che la capacità di sorridere sia la leva per cambiare il mondo (almeno quello di chi ci sta intorno)e che sia un modo bellissimo di vivere. L'omino con l'Ape, mi manca. Ma c'erano anche da noi un bel po' di personaggi strani, legati al mondo delle fiere paesane. Nel caso specifico, siamo anziane in due!!! Un abbraccio!!!

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  4. Che idea meravigliosa! Copiata subito! Un bacio ciao ciao

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