domenica 26 aprile 2015

Pappardella ripiena di cinghiale sul prato di ortica

Quando si partecipa ad un contest, non è sempre facile decidere quale ricetta è la più adatta. Questo accade sempre, ma questa volta sembrava "mission impossible"!!!
Voler partecipare ad un contest dal titolo "La macchia nel piatto", appurato che non si tratta di sporcare stoviglie, ma di ricette a base di prodotti della macchia mediterranea; già questo spaventa!!! E poi essere in primavera non aiuta!!! Mi venivano in mente i tartufi, i funghi porcini, il corbezzolo, le meline selvatiche ... ma tutto questo c'è in autunno, non ad aprile!!!
Ovviamente panico!!! E dopo il panico, ecco il ricordo!!! Mi sono detta:"Hai passato le vacanze estive per 20 anni in Maremma ... dai, fai affiorare qualche ricordo ... sapori, odori!" 
Così mi sono calata nella terra dei butteri di quando ero bambina: mi sono rivista in bicicletta, in pineta, con il secchiello pieno di pinoli oppure di lumache.
Mi sono ritrovata nei boschi di Bolgheri a fare improbabili pic nic davanti al cespuglio di more e nell'aria quell'odore intenso e avvolgente: "Babbo cos'è questo?" "E' un ginepro" "E cos'è il ginepro?" Mio padre con una pazienza biblica "E' una pianta che fa delle bacche scure ... nonna le usa per cucinare il cinghiale!" "E questo cos'è?" "E' il mirto, fa delle bacche con cui si fanno i liquori" "Babbo questo lo so io!!! E' rosmarino!!! Nonna lo mette nel pollo e anche nel coniglio! Babbo attento è ortica ti fai male!!!"
Quindi con questo flashback, mi sono messa a lavoro con in testa moltissimi ingredienti: il cinghiale, il timo, il mirto, il ginepro, il rosmarino, la salvia, l'ortica. Poi via via dal ricordo ad oggi, ho pensato al rosso di Bolgheri e poi ancora dai ricordi, il pecorino maremmano che faceva la vecchietta di Tirli (un borgo vicino a Castiglione della Pescaia, dove quando ero bambina si compravano prodotti ancora fatti in casa).
Da tempo volevo rifare la pappardella ripiena di Marco Stabile del ristorante "Ora d'aria" di Firenze, ed ho pensato che forse questa era proprio la volta buona!!!
Così ho pensato di fare una pappardella di pasta all'uovo, ripiena di un ragù bianco di cinghiale, su una crema di ortica, contornata da cubetti di spezzatino di cinghiale in bianco, aromatizzato con bacche di ginepro e liquore al mirto e scaglie di pecorino maremmano stagionato.
Il cinghiale con il ginepro è molto aromatico ed il liquore al mirto gli conferisce una dolcezza ben contrastata dalla nota amarognola dell'ortica. Lo spezzatino conferisce la robustezza del cinghiale ed il pecorino la nota di sapida acidità. 
Mi sembra un piatto che possa ben rappresentare la macchia mediterranea, ma chissà se piacerà ai giudici? I critici gastronomici di casa mia hanno dato la loro approvazione, quindi procedo!!!


Ingredienti per 4 persone:

Per la marinata del cinghiale:
  • 400 g di cinghiale
  • 1 bordolese di rosso di Bolgheri
  • 1/2 bicchiere di liquore al mirto
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 6 chiodi di garofano
  • 10 bacche di ginepro schiacciate
  • 1 cucchiaino di grani di pepe nero
  • Alcune foglie di salvia
  • 1 rametto di timo
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 foglie di alloro
  • 2 spicchi di aglio schiacciati
  • 1 rametto di timo
  
Per il ripieno:
  • 200 g di polpa di cinghiale
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • Alcune foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 rametto di timo
  • 1 foglia di alloro
  • 2 bacche di ginepro
  • 1 bicchierino di liquore al mirto
  • 1,5 lt di brodo di carne
  • 1 pizzico di sale
  • 2 bacche di ginepro
  • Pepe macinato al momento

Per lo spezzatino:
  • 200 g di polpa di cinghiale
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1/2 costa di sedano
  • 1/2 carota
  • 1/2 cipolla
  • Alcune foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 rametto di timo
  • 1 foglia di alloro
  • 2 bacche di ginepro
  • 1 bicchierino di Rosso di Bolgheri
  • 1 l di brodo di carne
  • 1 pizzico di sale
  • Pepe macinato al momento

Per la pasta :
  • 100 g di farina tipo 2 di grani antichi
  • 100 g di farina di semola rimacinata
  • 4 tuorli
  • 1 uovo intero
  • 1 filo d’olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di sale

Per la crema di ortica:
  • 1 sacchetto di plastica biodegradabile da supermercato pieno di ortica 
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 pezzetto da 5 cm di aglio fresco
  • Sale
  • Pepe macinato al momento
  • 1 litro di brodo vegetale

Per l’impiattamento:
  • 30 g di burro
  • Pecorino maremmano stagionato a piacere



Preparazione:

Per la marinata del cinghiale:
La prima cosa da fare almeno 12 ore prima di andare in cottura è marinare il cinghiale. Lavare bene la carne e tenerla a bagno almeno un’ora con acqua fredda. Tagliarla a dadini tipo spezzatino sciacquarla di nuovo (la carne deve perdere tutto il sangue) ed asciugarla.
Preparare la marinata in una ciotola in vetro o ceramica (non marinare mai in una ciotola di plastica). Inserire nella ciotola per prima la carne, sedano, carota  e cipolla a pezzettoni. Steccare la cipolla con i chiodi di garofano, aggiungere le bacche di ginepro schiacciate, i grani di pepe, la salvia, il rosmarino,l’alloro, l’aglio schiacciato ed il timo.
Mischiare bene tutto ed aggiungere il vino ed il liquore al mirto, fino a coprire il tutto.
Coprire con la pellicola e far riposare in frigo per 12 ore.


Per il ripieno:
Una volta marinato il cinghiale, scolarlo, asciugarlo con la carta da cucina e dividerlo, scegliendo i pezzi più belli adatti per essere tagliati in cubetti per lo spezzatino, e quelli di forme strane per il ripieno.
Mettere quelli per lo spezzatino in un contenitore ermetico o coperto con pellicola alimentare in frigo.
Attenzione: la marinata va buttata perché il cinghiale selvaggio rilascia nel vino proprio il “sentore selvatico” che non è piacevole al palato, quindi per lo stesso motivo si buttano anche le verdure, spezie ed erbe aromatiche.
Tritare a coltello o con il mixer sedano, carota e cipolla e farli appassire piano piano in olio extra vergine di oliva. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungere il cinghiale scelto per il ripieno, tritato finemente o passato nel mixer.
Far rosolare bene la carne nel trito di verdure, aggiungendo sale, pepe appena macinato, le 2 bacche di ginepro (schiacciate e chiuse in una garza, per poterle togliere) la salvia, il rosmarino, il timo e l’alloro, legati a mazzetto aromatico, in modo che il rosmarino non rilasci gli aghi in cottura.
Quando è ben rosolato, bagnare con il liquore al mirto e appena l’alcool è sfumato aggiungere il brodo, abbassare la fiamma al minimo e far sobbollire per circa 3 ore bagnando con il brodo di tanto in tanto. A fine cottura aggiustare di sale e pepe e lasciar raffreddare.



Per lo spezzatino:
Togliere dal frigo la carne scelta per lo spezzatino, tagliarla a cubetti 2x2 e asciugarla nuovamente.
Tritare a coltello o con il mixer sedano, carota e cipolla e farli appassire piano piano in olio extra vergine di oliva. Quando la cipolla è diventata trasparente, aggiungere i cubetti di cinghiale.
Far rosolare bene la carne nel trito di verdure, aggiungendo sale, pepe appena macinato, le 2 bacche di ginepro (schiacciate e chiuse in una garza, per poterle togliere), la salvia, il rosmarino, il timo e l’alloro, legati a mazzetto aromatico, in modo che il rosmarino non rilasci gli aghi in cottura.
Quando è ben rosolato, bagnare con il vino e appena l’alcool è sfumato aggiungere il brodo, abbassare la fiamma al minimo e far sobbollire per circa 3 ore bagnando con il brodo di tanto in tanto. A fine cottura aggiustare di sale e pepe e tenere in caldo.







Per la pasta :
Mentre il cinghiale cuoce, si può preparare anche la pasta: 3 ore sono lunghe!
Mescolare le 2 farine, fare la fontana ed inserire nel centro le uova, il sale e l’olio extra vergine.
Mescolare prima con una forchetta e poi impastare con le mani fino a fare una palla.






Farla riposare in frigo avvolta nella pellicola per una mezz'ora.
Trascorso il tempo stenderla sottile con il mattarello o con la macchina per la pasta, poi arrotolarla e tagliare le pappardelle circa 6 cm di altezza e 25 cm di lunghezza. Stendere una pappardella, riempirla a metà con il ripieno (senza esagerare), bagnare con un pennello il bordo con acqua e piegarla su se stessa facendola aderire. Fare attenzione: deve uscire tutta l'aria, altrimenti la pappardella si può aprire in cottura. Rifilare i bordi con la rotella taglia pasta ondulata e arrotolare la pappardella su se stessa, non stretta. Preparare tutte le pappardelle e metterle in frigo in attesa della cottura.





           






Per la crema di ortica:
Mentre il cinghiale cuoce, si può preparare la crema di ortica.
Indossando guanti da cucina in lattice o in gomma, pulire l’ortica, conservando solo le cime e le foglie più tenere.
L’ortica ha una scarto pazzesco: con una busta piena di quelle da supermercato, si ottengono 2 palline da tennis di ortiche sbollentate, cioè la quantità che occorre per fare la crema per 4 persone.
Una volta pulite le foglie dell’ortica, vanno lavate accuratamente, sempre indossando i guanti e poste così bagnate in una pentola, senza ulteriore acqua, coperte con un coperchio e portate a bollore.
Quando la pentola bolle, spegnere e lasciare raffreddare a pentola coperta.
Appena l’ortica è raffreddata quel tanto che basta da poterla strizzare (senza guanti, tanto una volta cotte perdono completamente il potere urticante), farne 2 palline.
In una padella far andare l’olio extra vergine di oliva con l’aglio fresco tritato, senza farlo colorire, aggiungere le ortiche tagliuzzate grossolanamente, salare, pepare e far insaporire un paio di minuti.
Trasferire tutto il contenuto della padella nel mixer e frullare bene aggiungendo un po’ di brodo vegetale fino ad ottenere una crema.
Scaldare la crema ed eventualmente addensarla sul fuoco oppure diluirla con altro brodo a seconda delle necessità, aggiustare di sale e pepe.


Per l’impiattamento:
Cuocere le pappardelle in acqua salata in cui è stato versato un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Per non far srotolare le pappardelle, è utile sistemarle in uno scolapasta immerso dentro la pentola, così al momento di scolarle, si facilita l’operazione.
Mentre le pappardelle cuociono, scaldare la crema ed eventualmente addensarla sul fuoco oppure diluirla con altro brodo a seconda delle necessità, aggiustare di sale e pepe.
Scaldare lo spezzatino aggiungendo eventualmente un goccio di brodo.
Fondere il burro a bagno maria o nel micro-onde.
Quando la pasta è cotta, stendere sul piatto la crema di ortica, posizionare il rotolo di pappardella al centro, colare solo sulla pappardella un cucchiaio di burro fuso, posizionare sulla crema lo spezzatino intervallandolo con scaglie di pecorino maremmano stagionato.



Con questa ricetta partecipo al contest: "La macchia nel piatto"





















lunedì 20 aprile 2015

Super biscotto al cioccolato

Spesso quando sono a casa e cucino, accendo il televisore su programmi di cucina, non li guardo, naturalmente, ma li ascolto e mi soffermo solo se percepisco qualcosa di interessante. A "Dolci prima del tiggì", Anna Moroni, sta spiegando la ricetta dei "Biscotti al cioccolato", ma appena mi giro verso lo schermo vedo inquadrate delle pagnotte da 1/2 kg. Mi incuriosisco di questo biscotto gigante e decido di rifarlo subito!!! Un po' preoccupata dalla quantità di prodotto stavo per dividere le dosi, poi mi sono distratta ed avevo già rotto le 3 uova ... Allora vuol dire che farò dose intera!!! E' destino!!! Ricetta di una facilità disarmante, velocissima !!! Se sono anche buoni come sembra, li farò spesso!!! Inforno le pagnottelle e dopo pochi minuti comincia a sprigionarsi un profumo pazzesco!!! L'attesa del raffreddamento è una tortura!!!
Da queste dosi escono 3 pagnottelle da circa 400 g, friabili come biscotti, ma non secche. Sono stracioccolatose, ovviamente (450 g di cioccolato in totale!!!) e questo le rende buonissime. 
Domenica mattina, esperimento colazione: nel latte sono fantastici! Con il caffè idem!!! Insomma fateli e poi vedrete che le dosi non sono poi eccessive ... in 4 per la colazione una pagnottella è sparita!!!



Ingredienti per 3 “pani” da 400 g come quello in foto:
  • 3 uova intere
  • 250 g di zucchero
  • 80 g di burro
  • 80 g di latte
  • I semi di una bacca di vaniglia
  • Mezza bustina di lievito per dolci
  • 500 g di farina
  • 300 g di cioccolato fondente
  • 150 g di cioccolato al latte



Preparazione:
In una ciotola, sbattere le uova, unire lo zucchero (meno 3 cucchiai che serviranno per la decorazione), il latte, il burro fuso e raffreddato, la farina, i semi della bacca di vaniglia ed il lievito. Amalgamare bene tutto fino ad ottenere un impasto simile a quello di un ciambellone. Tagliare a pezzetti il cioccolato fondente e quello al latte ed aggiungerli all’impasto, amalgamando bene. Versare l’impasto sulla placca del forno rivestita di carta forno, dividendolo in 3 “pani”. Spolverare ognuno dei “pani” ottenuti con lo zucchero semolato rimasto ed infornare a forno caldo a 180° (ventilato) per 30 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e gustare spezzandolo con le mani come se fosse un biscotto.


lunedì 13 aprile 2015

Cherry cake di Delia Smith

Adesso finalmente è primavera!!! Il sole illumina queste lunghe giornate, la temperatura è mite, gli alberi da frutto sono pieni di fiori e tutto questo mi influenza positivamente l'umore!!! Mi sento in vena di cambiamenti anche in cucina. Ho voglia di cibi freschi e leggeri ... ho voglia di cancellare l'inverno!!! Quindi prima di tutto, gran pulito in dispensa!!! Passerò alcuni giorni a cucinare utilizzando i prodotti rimasti che sanno d'inverno e poi: aria nuova e porte aperte alla primavera.
Ho trovato delle ciliegie candite che avevo comprato per fare i biscotti di pasta frolla, ma poi ho cambiato idea e non le ho usate ... non mi va di conservarle ancora, ma non sono facili da impiegare. Poi però mi sono ricordata del mitico corso di Food photography organizzato dall'AIFB e fatto il mese scorso da Laura Adani. Per avere materiale da fotografare (ma anche per la merenda), alcune di noi hanno portato dei dolci e questa Cherry Cake l'aveva fatta Patty. Quelle che vedete in questo post sono le foto fatte in quella occasione, perché a questo giro, la torta l'ho sfornata, pensando di fotografarla il giorno dopo, ma nella notte, qualcuno di rientro dalla discoteca l'ha assaggiata e deve essere stata di suo gusto perché ne ha lasciata metà. Fotografare una torta a metà mi è sembrato orribile, così sfrutto le immagini della torta di Patty, che ringrazio di cuore!!!
Due parole su questa torta molto semplice, ma buonissima, burrosa, umida al punto giusto e molto carina da presentare, così colorata!!! E' la classica torta da tè, ma va sempre bene, per uno spuntino notturno o la colazione per la scuola!! Da provare, anche perché la ricetta è di Delia Smith, una delle grandi signore della cucina inglese e chi meglio di lei poteva darci una fantastica ricetta per l'ora del tè???



Ingredienti stampo diametro 18 cm:
  • 200 g di ciliegie candite
  • 2 cucchiai di maraschino
  • 175 g di burro a temperatura ambiente
  • 175 g di zucchero semolato fine
  • 3 uova grandi a temperatura ambiente e leggermente sbattute
  • 175 g di farina
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere
  • 75 g di farina di mandorle
  • Alcune gocce di estratto di mandorle
  • 1 cucchiaio di latte a temperatura ambiente



Preparazione:
Tagliare le ciliegie in 4 parti e metterle a bagno in una ciotola con acqua bollente e 2 cucchiai di maraschino per mezz’ora, in modo da ammorbidirle.
Sbattere zucchero e burro fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere le uova sbattute poco alla volta (non versarne altre finché le precedenti non sono completamente amalgamate).
Setacciare farina e lievito ed unirli al composto di uova, con un cucchiaio di metallo.
Mescolare 2/3 delle ciliegie con la farina di mandorle ed incorporarle al composto aggiungendo l’estratto di mandorle ed eventualmente il latte se serve.
Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera e versarci dentro il composto.
Livellare la superficie e ricoprirla con le ciliegie rimaste, spingendole sotto con un cucchiaino.
Cuocere in forno caldo a 180°, quindi coprirla con un foglio di alluminio e continuare la cottura per altri 10 minuti fare comunque la prova dello stecchino.
Fare raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti prima di trasferirlo sulla griglia per il raffreddamento completo. Conservarla in un contenitore ermetico.

Note: E’ molto importante che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente, anche il latte.






giovedì 9 aprile 2015

Crostata meringata al limone - Lemon meringue pie di Enrst Knam

Niente ci cambia come un viaggio, qualunque viaggio, anche se non ce ne rendiamo conto. Niente ci arricchisce di più, ci fa crescere, maturare, sbocciare. E' così per tutti, anche per la mia "bambina" che è tornata a casa arricchita e cresciuta dalla sua esperienza in Normandia. Le brillano gli occhi quando racconta che si è emozionata davanti ad un quadro, inebriata al profumo di pane di una blolangerie, divertita con i nuovi amici francesi. Così ci troviamo una sera a scambiarci opinioni sui nostri viaggi.
Io appena rientrata da Atene, dove ho ritrovato una città che non vedevo da anni, più pulita, molto organizzata, con un buon trasporto pubblico ed un magnifico nuovo museo all'Acropoli... certo con molti negozi chiusi, sintomo della crisi, ma sempre ospitale.
Ho riportato dai miei ultimi viaggi la certezza che ormai cittadini europei lo siamo davvero, in particolare i ragazzi. Da Berlino a Barcellona, da Parigi ad Atene, i ragazzi sono vestiti tutti con gli stessi jeans attillati, le stesse scarpe da ginnastica, tatuati e con il cellulare che è diventato ormai una specie di appendice della mano. Anche la lingua ormai è l'inglese per tutti, che padroneggiano ed infilano anche quando parlano italiano, francese o greco.
Chi pensa di "uscire" dall'Europa, sappia che ormai il processo è iniziato ed è irreversibile ... i nostri figli sono già cittadini d'Europa.
Il cibo fortunatamente mantiene di più la territorialità e quindi tzatziki e souvlaki ad Atene non mancano e sono sempre strepitosi, ma il miglior ricordo di cibo della Normandia di mia figlia è una crostata meringata con crema al limone, molto più internazionale!!! "Dai mamma, la conosci, l'hanno fatta anche a Bake Off Italia!!! Sentissi com'è buona!!! La dobbiamo rifare anche noi, proviamo!!! Trovata la ricetta di Knam e fatta subito!!! Davvero molto buona, ma la prossima volta riduco un po' il succo di limone, se non ho quelli dolcissimi della Costiera Amalfitana, perché la crema ha un po' troppa acidità.


Ingredienti:
per la frolla:
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 40 g di uova intere
  • 1,5 g sale
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 4 g lievito in polvere
  • 200 g farina debole
  • Legumi secchi

per la crema al limone:
  • 5 uova
  • 300 g di zucchero
  • 180 g di succo di limone
  • 200 g di burro freddo
  • 1 foglio di gelatina alimentare
  • Acqua fredda q.b.

per la meringa italiana:
  • 125 g di albumi
  • 25 g di zucchero semolato
  • 50 ml acqua
  • 175 g zucchero semolato



Preparazione:
per la frolla:
Lavorare bene il burro in planetaria con lo zucchero.
Aprire in 2 la bacca di vaniglia, raschiare i semini ed aggiungerli al burro.
Unire le uova leggermente sbattute, la farina setacciata, il lievito.
Impastare bene ed aggiungere il lievito.
Coprire la frolla con la pellicola e farla riposare per 30 minuti in frigo.
Trascorso il tempo di riposo, stenderla con il matterello fino a 2,5 mm.
Imburrare molto bene uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro e rivestirlo di frolla (anche sulle pareti per almeno 4 cm).
Bucherellare con i rebbi di una forchetta tutta la pasta, stendere sulla base un foglio di carta forno ed inserirvi i legumi secchi.
Infornare a forno caldo a 175° per 20 minuti e fare una cottura in bianco.
Sfornare e lasciar raffreddare nello stampo.


per la crema al limone:
Reidratare la gelatina in acqua fredda per una decina di minuti.
Sbattere le uova con lo zucchero in planetaria, fino a farne un composto bianco e spumoso.
Scaldare in un pentolino il succo di limone, quindi aggiungerci il composto di uova e zucchero e far cuocere fino a raggiungere 83°.
Toglierlo dal fuoco, travasarlo in una ciotola fredda e mescolare per portarlo a 60°.
Unire quindi il burro freddo a pezzettini, la gelatina ben strizzata ed amalgamare bene il tutto.


per la meringa italiana:
Preparare lo sciroppo cuocendo 175 g di zucchero con 50 ml di acqua fino a 121°. Quando lo sciroppo arriva a bollore, iniziare a montare nella planetaria gli albumi con 25 g di zucchero.
Appena lo sciroppo arriva a 121°, toglierlo dal fuoco e versarlo a filo sugli albumi, continuando, continuando a montare fino al completo raffreddamento del composto.

per composizione della torta:
zucchero.Togliere dallo stampo il guscio di frolla ormai freddo, versarci la crema al limone e farla raffreddare in frigo o nell’abbattitore.
Quando la crema si è rassodata, inserire la meringa italiana in una sac à poche e decorarla a piacere.
Fiammeggiare la meringa con il cannello in modo uniforme.


mercoledì 1 aprile 2015

Tagliatelle fatte in casa con crema di cavolo nero e noci

Eccomi finalmente di nuovo tra queste pagine dopo una settimana pazzesca!!! 
Mercoledì scorso ero in partenza per Atene ed una mia amica mi fa :"Allora domenica vai a fare i pici in piazza del Campo???" ... "Non credo proprio !!! Comunque non ho ancora notizie!!!" In realtà la cosa non mi aveva sfiorato minimamente ... ho partecipato a tanti contest in vita mia, mica andrò a vincere proprio questo!!!
Alle 13,30 guardo le mail e c'è la comunicazione che sono tra i 6 finalisti!!! Ho fatto un urlo di gioia, ma immediatamente dopo: PARANOIA!!! Infatti stavo partendo e sarei rientrata sabato sera ore 10,30 arrivo a Ciampino ... due ore e mezza di macchina e poi a casa!!! Al mattino sarei stata un po' provata!!! Ma poi come posso fare il ragù in così poco tempo ... forse dobbiamo fare solo una porzione!!! 
Facevo tutti questi ragionamenti tra me e me mentre preparavo la valigia, quando ad un tratto mi squilla il telefono: erano gli organizzatori che mi chiedevano se ci sarei stata e mi davano le dritte per la giornata. 
Scopro che avrò solo 20 minuti, che dovrò fare 1 porzione per le foto, 10 piccole porzioni per i giudici e 20 assaggi per il pubblico e quindi preparare tutto la notte appena rientro da Atene!!! Ho controllato se avevo gli ingredienti e ovviamente mi mancavano i colombi!!! Ho mobilitato i miei fornitori e li ho trovati!!! 
Sono partita così "quasi" tranquilla!!! 
Atene è splendida e accogliente come al solito, un po' acciaccata dalla crisi, ma molto viva e vitale... infatti i giorni volano!!! 
Sabato mattina nell'ascensore dell'albergo, un cartello avverte che nella nottata arriva l' ora legale ... mettere gli orologi un'ora avanti!!! Ma anche in Italia??? Si!!! Oddio un'ora in meno per fare i pici!!! La sera arrivo in aeroporto come previsto ... ma l'aereo ha un'ora di ritardo!!! Oddio!!! Ancora un'ora in meno per fare i pici!!! Arrivo a casa alle 2, ma ovviamente sono le 3 ... faccio 1 kg di pici e il ragù con 6 colombi da far marinare, disossare ed il ragù che deve bollire per 3 ore ... finisco che sono le 8,15 ... appena in tempo per preparare tutto ed andare a Siena ... ho già vinto la sfida più importante, quella con Sabrina!!!
Sul posto l'atmosfera è gioviale, Marco Stabile chef stellato fiorentino ci accoglie con il sorriso, gli altri finalisti tutti deliziosi, i giurati molto carini!!! 
Ha vinto Valeria Fricano del blog Monolocale del gusto, ma io come già detto, avevo vinto dal mattino e dato che abbiamo finito alle 19,30 ho stravinto!!! Con me!!!
Adesso però basta pici!!! Tagliatella fatta in casa con l'ultimo cavolo nero dell'inverno!!!


Ingredienti per 4 persone:
Per le tagliatelle : trovate la ricetta qui

Per la crema di cavolo nero:
  • 1 mazzetto di cavolo nero o 2 se sono piccoli
  • 1 cipolla
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • Un pizzico di sale
  • Pepe appena macinato
  • Un pugno di gherigli di noce



Preparazione:
Per le tagliatelle :trovate la preparazione qui
Per la salsa:
Pulire la cipolla, tagliarla a dadini sottili e farla appassire a fuoco bassissimo in una casseruola.
Lavare il cavolo nero e togliere la costola bianca alle foglie. Tagliare la parte verde a julienne  ed aggiungerla alla cipolla.
Far stufare il cavolo e portarlo a cottura aggiungendo al bisogno alcuni cucchiai di acqua o brodo bollenti.
Mettere a bollire l’acqua per la pasta.
Appena il cavolo è cotto, ma croccante, passarlo al frullatore ad immersione, fino a ridurlo in crema.
In una padella unire la pasta appena scolata, alcuni cucchiai di acqua di cottura e la crema di cavolo nero, saltare e impiattare.
  
Impiattamento:
In un piatto caldo, adagiare le tagliatelle condite con la crema di cavolo nero e ricoprirle di pezzettini di gherigli di noce. Servire subito.