giovedì 26 febbraio 2015

Bomboloni e ciambelle versione mini

In questo periodo sul web, stanno spopolando ricette di bomboloni, ciambelle, krapfen, doughnut ecc. complice il Carnevale appena terminato! Ed io avevo eroicamente resistito alla mia vocina della golosità!!! 
Ma non si può resistere in eterno, perché in Toscana, il bombolone è un must!!! 
Ed è presenzialista, per 12 mesi l'anno!!! Ed è anche h 24, perché lo trovi subito al mattino appena aprono bar, pasticcerie e panifici, caldo fumante ... alle 6 è già lì che ti aspetta!!!
Ma lo trovi anche alle 7, alle 8, alle 9 ... pronto per la colazione, o per la seconda colazione, o la pausa caffè delle 11, è sempre lì, imperterrito che ti ammicca dalla vetrina.
Lo ritrovi all'ora di pranzo o subito dopo per il caffè, ed alle 16 ci sono i posti dove li fanno di nuovo caldi ... e poi così fino a sera ... e se vai in discoteca, all'uscita li trovi ad aspettarti nei luoghi frequentati dai nottambuli, aperti fino all'alba per la colazione dei cacciatori!!!
Se vivi qui come ti salvi??? Non resta che piegarsi a questo destino e provare a farli con le proprie mani... arrendendosi subito all'idea che ne mangerai molti!!! 
Così ho deciso di farli piccoli ... almeno avrò questa scusa quando il numero di quelli che ho mangiato mi sembrerà esagerato!!!




Una volta arresa all'idea della preparazione, ho trovato un numero assurdo di ricette, così avevo ripiegato per quella di Montersino, perché del maestro c'è sempre da fidarsi!!!
Poi ho letto questo post , dove l'Araba Felice, decreta di aver pensionato la ricetta del Luca nazionale a favore di questa!!!
E' stato uno schock !!! Ma ho pensato che in fondo non era grave tradire il maestro per questa volta e devo dire che ho fatto bene!!! 
Questa ricetta postata da La Blonde Femme è la famosa ricetta dei "WOW KRAPFEN" tratta dal libro Bred, Cake, Doughnut & Pudding di Justin Gellatly.
Sono i bamboloni più buoni che abbia mai mangiato in vita mia e con meno sbattimento di quello che avevo messo in conto!!! Meravigliosi!!! Non avete idea di quanti ne ho mangiati!!!



Ingredienti per 18 mini ciambelle e 18 mini bomboloni

per l’impasto:
  • 500 g di farina forte (io 350W)
  • 60 g di zucchero
  • 10 g di sale fino
  • 150 g di acqua a temperatura ambiente
  • 15 g di lievito fresco
  • 4 uova
  • La scorza grattugiata di mezzo limone
  • 125 g di burro morbido a temperatura ambiente

per la frittura:
  • 2 l di olio di semi di girasole

per la finitura:
  • Zucchero semolato


per la crema pasticcera per 10 bomboloni mini:
  • 250 ml di latte fresco intero
  • 3 tuorli
  • 60 g di zucchero semolato
  • 40 g di farina 00
  • 100 ml di panna fresca
  • 1/2 baccello di vaniglia

per la crema al cioccolato per 10 bomboloni mini:
  • 250 ml di latte fresco intero
  • 3 tuorli
  • 60 g di zucchero semolato
  • 40 g di farina 00
  • 75 g di cioccolato fondente tritato finissimo
  • 50 ml di panna fresca
  • 1/2 baccello di vaniglia



Preparazione:

per l’impasto:
Mettere tutti gli ingredienti dell’impasto (tranne il burro) nell’impastatrice e lavorare con il gancio a foglia per 8 minuti a velocità media o finché l’impasto si stacca dalle pareti formando una palla.
Spegnere la macchina e far riposare l’impasto per un minuto.
Montare il gancio ad uncino e ricominciare ad impastare a velocità media inserendo il burro a pezzettini un po’ alla volta (non aggiungere altro burro prima che l’impasto abbia assorbito il precedente).
Unito tutto il burro aumentare la velocità e continuare ad impastare per 5 minuti, finché l’impasto non diventa lucido, liscio e molto elastico.
Coprire la ciotola con un panno umido e lasciar lievitare fino al raddoppio (occorrerà un’ora, un’ora e mezza).
Riprendere l’impasto, versarlo sulla spianatoia infarinata e rilavorarlo brevemente a mano per sgonfiarlo.
Rimetterlo in una ciotola coperto con un panno umido e farlo riposare in frigo per 12 ore (o tutta la notte).



Il giorno successivo, riprendere l’impasto dal frigo e stenderlo con il mattarello ed un po’ di farina fino allo spessore di 1 cm e da questo ritagliare con un coppa pasta diametro 6 cm dei cerchi che saranno i bomboloni.
All’interno di metà dei bomboloni, ritagliare dei cerchi diametro 3 cm per dare la classica forma a ciambella.
I ritagli possono essere impastati di nuovo per formare altri bomboloni o ciambelle.

Mi sono venuti 18 bomboloni da circa 35 g e 18 ciambelle da circa 27 g.



Disporre bomboloni e ciambelle su una teglia o un vassoio ben infarinato e ben distanziate tra loro, in modo che non si attacchino durante la lievitazione.
Coprire con la pellicola in modo che si adagi morbida e far lievitare circa 4 ore o fino al raddoppio.
Intanto preparare le creme, devono essere fredde al momento di farcire.


per la crema pasticcera per 10 bomboloni:
Tagliare a metà il baccello di vaniglia, grattare con il coltello i semini e metterli in una ciotola con i tuorli e lo zucchero.
In un pentolino, portare a bollore il latte insieme al baccello vuoto di vaniglia.
Con la frusta sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e sbattere bene.
Togliere il baccello di vaniglia e versare il latte sul composto di uova, mescolando bene con la frusta.
Rimettere il composto nel pentolino sul fuoco e far addensare a fuoco medio per 5 minuti, mescolando continuamente.
Trasferire la crema in una ciotola, setacciandola con il passino, coprire con la pellicola a contatto, far raffreddare e mettere in frigo.
Prima di farcire i bomboloni, montare la panna e unirla delicatamente alla crema.

per la crema al cioccolato per 10 bomboloni:
Usare lo stesso procedimento della crema pasticcera e alla fine quando è ancora bollente scioglierci dentro il cioccolato fondente tritato, mescolando bene finché non è completamente amalgamato.
Trasferire in una ciotola, coprire con la pellicola a contatto, far raffreddare e mettere in frigo.
Prima di farcire i bomboloni, montare la panna e unirla delicatamente alla crema al cioccolato.


per la frittura:
Quando i bomboloni sono lievitati, preparare la frittura, mettendo l’olio in una casseruola dai bordi alti e portarlo a 180°.
Intanto preparare: un vassoio con molta carta assorbente, un piatto con lo zucchero semolato ed un vassoio con poca carta assorbente per accogliere i bomboloni finiti.
Prendere delicatamente i bomboloni e calarli nell’olio bollente (facendo attenzione a non farli sgonfiare … vanno taccati il meno possibile!).
Cuocerli nell’olio bollente 2 minuti per lato, controllando costantemente la temperatura dell’olio, per evitare che scuriscano troppo, per la temperatura troppo alta, o che assorbano l’olio per la temperatura troppo bassa.
Friggerne 3 o 4 alla volta, a seconda della capienza della pentola e man mano che sono pronti scolarli sulla carta assorbente, rotolarli nello zucchero semolato e metterli sul vassoio finale.

 per la farcitura:
Con un coltello appuntito, tagliare i bomboloni sulla linea bianca.
Riempire una sac à poche o una siringa da pasticceria con la crema e introdurre la crema nei bomboloni in quantità a piacere (circa 20 /25 g per ognuno) oppure ad occhio.



 Note:
  • Si dice che durino 36 ore, ma noi non l’abbiamo sperimentato, sono finiti il giorno dopo (24 ore scarse)!!!
  • Conservare i bomboloni pronti, già farciti in un sacchetto di plastica, oppure in un vassoio coperto di pellicola o in un contenitore chiuso con coperchio. Al momento di consumarli, scaldarli per qualche minuto in  forno a 50° per renderli perfetti.
  • Se non è disponibile una farina forte si può usare 300 g di manitoba e 200 di farina 00
  • Si possono fare anche a mano, ma bisogna lavorare l’impasto a lungo e con forza finché non raggiunge le caratteristiche richieste.

Si consiglia di lavorarlo con forza e sbatterlo sul piano di lavoro (naturalmente occorrerà più tempo che con l’impastatrice).




lunedì 23 febbraio 2015

Crostata semolino, cioccolato e pistacchi

Quando si parla di ricette tradizionali, ognuno ha sempre pronta la propria!!! Poi c'è l'interpretazione di una ricetta da parte di chef famosi, che rivisitano, reinterpretano e talvolta stravolgono un piatto.
Sono proprio questi tanti modi di fare che arricchiscono così tanto la nostra già variegata cultura culinaria.
Così quando mi sono imbattuta nel contest di Consuelo Tognetti, del blog I biscotti della zia, mi sono trovata a ripensare alcune mie ricette toscane e a quale fosse la mia personale interpretazione di questi piatti: quasi tutti quelli pubblicati, sono quanto di più vicino all'originale, proprio perché i piatti tradizionali, mi piace vederli come tali.
Ma poi riflettendo, uno c'era che faccio spesso e avevo già pubblicato qui nella versione originale, come da tradizione toscana, cioè la torta di semolino e cioccolato.
Ma questa versione con la pasta frolla ai pistacchi, anziché normale e la decorazione croccante di pistacchi e cioccolato bianco e fondente, secondo me, danno una marcia in più ad un dolce già buonissimo!!!
La frolla ai pistacchi, croccante e lievemente salata si sposa magnificamente con la morbidezza dolce della crema al semolino e la cremosità lievemente amara del cioccolato fondente al 70% ... la croccantezza dolce / salata di cioccolato e pistacchi, esaltano ulteriormente l'insieme. Una definizione di questo dolce??? PORN CAKE!!!



Ingredienti per una tortiera da 24 cm
per la pasta frolla ai pistacchi:
  • 250 g di farina 00
  • 125 g di burro morbido
  • 100 g di zucchero a velo
  • 75 g di pistacchi sgusciati
  • 45 g di tuorli (circa 3)
per la crema al semolino:
  • 1/2  l di latte intero
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 40 g di semolino
  • 2 tuorli d’uovo





















per la copertura:
  • 200 g di cioccolato fondente
  • 100 ml di panna fresca

per la decorazione:
  • 30 g di pistacchi sgusciati
  • 20 g di cioccolato bianco
  • 20 g di cioccolato fondente

 Preparazione:
Per la frolla ai pistacchi:
Inserire nel mixer i pistacchi e tritarli fino a farli diventare una farina (utilizzare il mixer ad impulsi per evitare di surriscaldare i frutti).
Lavorare il burro con lo zucchero a velo in planetaria o a mano finché non diventa una massa cremosa.
Aggiungere i tuorli, uno alla volta sempre azionando la planetaria.
Unire la farina di pistacchi ed infine la farina setacciata, lavorando fino ad ottenere un impasto sodo, da avvolgere con la pellicola e far riposare in frigo almeno un’ora.
Trascorso il tempo di riposo, tirare fuori la pasta dal frigo, stenderla con il matterello tra 2 fogli di carta forno ad uno spessore di circa 3 mm e ritagliarla rotonda più grande dello stampo.
Imburrare lo stampo a cerniera da cm 24, rivestirlo con la pasta e posizionarlo in frigo.

per la crema al semolino:
In una casseruola mettere 4 cucchiai di zucchero, 40 gr di semolino, 2 rossi d'uovo e mescolare.
Aggiungere il latte piano piano, mescolando bene con una frusta per non formare grumi. Far cuocere il composto per 10 minuti circa, sempre mescolando.
Lasciar raffreddare dopo aver coperto con la pellicola a contatto.



Preparazione della torta:
Preriscaldare il forno a 190°.
Riprendere la tortiera rivestita di pasta frolla dal frigo e versarci la crema di semolino ormai fredda, livellare ed infornare a 190° per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 170° e cuocere per 25 minuti circa.
Sfornare e lasciar raffreddare.

per la copertura:
Sciogliere la cioccolata a bagnomaria con la panna, fino ad ottenere una bella consistenza cremosa. Versare quindi la crema di cioccolata sulla torta ormai fredda e lasciar raffreddare. 

per la decorazione:
Tritare grossolanamente i pistacchi con il coltello.
Con la mandolina ritagliare dei piccoli riccioli di cioccolato bianco e cioccolato fondente.

Decorare il bordo con i pistacchi ed il centro della torta con pistacchi e riccioli di cioccolato.



Con questa ricetta partecipo al contest  "La mia Toscana" del blog I biscotti della zia,
in collaborazione con VersiliaFormat





venerdì 20 febbraio 2015

Coniglio "arrosto morto" con le patate

Ci sono ricette che non ho mai pubblicato, perché mi sembrano troppo quotidiane, quasi banali, appartengono talmente tanto al mio vissuto, che non mi sono mai presa il tempo per scriverle o fotografarle.
Poi capitano ospiti improvvisi e quasi ti scoccia di aver preparato un piatto così semplice. Questo fino all'assaggio, perché poi cambia tutto: "E'un piatto pieno di poesia!!!", ha sospirato il mio ospite.
Questa sua affermazione mi ha fatto rivedere questo coniglio con gli occhi di un estraneo e me lo ha fatto riscoprire.
Infatti qui, si nascondono secoli di tradizioni, di amore per questa terra, di sapori e profumi che la rappresentano in pieno.
Il coniglio non proviene dal supermercato, ma dal mio zio che li alleva con l'erba del suo campo e i cereali che lui stesso coltiva. E' cucinato con le erbe aromatiche della nostra terra, l'olio delle nostre olive macinate nel frantoio a pietra e il vino della fattoria che vedo dalle mie finestre.
Qui tutto è biologico, a km 0 e fatto con amore... con lo stesso amore che le mie nonne e la zia Zaira, mettevano nell'arte culinaria e che spero di riuscire a trasmettere a mia figlia, perché mangiare bene, non è solo togliersi la fame, è soprattutto un modo per amarsi e per amare.


Quando ero bambina, ho chiesto tante volte il perché di questo nome strano ... mi chiedevo come mai "arrosto morto", mica potevi cucinare un animale "arrosto vivo"!!!
Nessuno mi ha dato mai una risposta, quindi adesso, mi sono documentata ed ho trovato una definizione dell'Artusi: "Si chiama arrosto morto o annegato, perché viene cucinato lentamente, dopo la rosolatura, con l'aiuto di un liquido".
Infatti "l'arrosto morto" è una tecnica di cottura, utilizzata per molte carni, pollame, vitello, coniglio ed è una tecnica molto comune in Toscana nella cucina di casa.
Forse è proprio questa familiarità, che gli dona quel particolare calore, sapore, proprio il fatto che non sia un piatto per cene formali, ma da condividere solo con le persone che amiamo.



Ingredienti:
per il coniglio:
  • 1 coniglio
  • 1/4 di limone
  • Salvia
  • Rosmarino
  • Un paio di spicchi di aglio
  • Olio extra vergine di oliva toscano
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Sale
  • Pepe nero appena macinato
per le patate:
  • Alcune patate a pasta gialla
  • Olio extra vergine di oliva toscano
  • Foglie di salvia
  • Acqua
  • Sale
  • Pepe appena macinato
  


Preparazione:
per il coniglio:
Tagliare il coniglio già spellato ed eviscerato a pezzetti.
Lavare bene sotto l’acqua corrente i pezzi ottenuti facendo attenzione ad eliminare i residui di osso che scheggia facilmente al taglio.
In una bacinella con acqua fresca e limone, mettere a bagno una decina di minuti tutti i pezzi ottenuti, scolarli e passarli in una casseruola con l’aglio in camicia e olio extra vergine di oliva. Attenzione l’olio non deve essere freddo e la carne non asciugata.
Cuocere il coniglio a fiamma media, con l’aglio in camicia, foglie di salvia e rametti di rosmarino, finché non si è asciugato dall’acqua residua del lavaggio e da quella rilasciata dalla carne.
Far rosolare delicatamente, salare e pepare.
Bagnare con il vino, lasciar evaporare e servire con il sughetto creatosi nella casseruola.
Per la cottura occorreranno circa 30 minuti in tutto, ma il tempo di cottura dipende dalla dimensione dei pezzi.

per le patate:
Pelare le patate lavarle e tagliarle a tocchetti, senza lavarle ancora per non togliere l'amido.
Versarle con dell'olio extra vergine di oliva, in una teglia in un solo strato, insieme ad uno spicchio d'aglio in camicia ed alcune foglie di salvia.
Mescolare bene in modo da ungere le patate su tutti i lati, salare, pepare e aggiungere acqua sufficiente a tenere i tocchetti di patata immersi almeno a metà.
Accendere il fuoco a fiamma media e cuocere con il coperchio finché tutta l'acqua non si è assorbita.
Non vanno toccate, altrimenti si rompono: quando tutta l'acqua è sparita, le patate sono cotte.
Servire il coniglio insieme alle patate.


  





mercoledì 18 febbraio 2015

Pere visual food

Vi capita mai di mangiare in un posto e di pensare che a casa vostra si mangia meglio???
O almeno se i sapori non sono al top, fate un minimo di estetica nella presentazione!!! Ma uno perchè deve andare al ristorante a mangiare cibo cucinato male e presentato peggio???
Noi abbiamo mangiato malissimo, ma i nostri vicini di tavolo sembravano proprio in punizione!!! E hanno preso pure un piatto freddo!!!
Hanno avuto l'ardine di ordinare un piatto denominato "cacio e pere" ... piatto così composto: una pera intera, 2 fette di formaggio (forse pecorino), una cucchiaiata di formaggio spalmabile !!! Ma che si fa così??? Ma un po' di presentazione!!! Mica vi si richiede la luna!!! 
Mi sono proprio arrabbiata ... allora ho preparato questo!!! L'ho visto sul libro di Roberta d'Ancona e devo dire che non me lo ricordavo per niente com'era fatto (tranne la forma ... che mi è piaciuta da matti), così l'ho liberamente interpretato e me lo sono pure mangiato con gusto ... buonissimo e veramente carino da vedere!!! 
Tié!!! Alla faccia dei cialtroni!!!


Ingredienti per 4 persone:
  • 1 pera abate
  • 50 g di gorgonzola dolce
  • 100 g di mascarpone
  • 100 g di robiola
  • 8 noci
  • Pepe bianco
  • 1/2 limone



Preparazione:
Tagliare le pere in 4, togliere il torsolo e la polpa della pera.
Deve restare la buccia con 1 cm di polpa di pera, creando una barchetta.
Man mano che gli spicchi sono pronti, adagiarli in una pirofila coperte di acqua e il succo del limone.
Sgusciare le noci e mettere da parte 8 pezzi di gherigli più belli.
La polpa tolta dalle pere va frullata con i formaggi ed il pepe bianco, fino ad ottenere una crema.
Dividere la crema in 2 parti: una parte va lasciata così ed all’altra vanno aggiunte le noci rimaste tritate grossolanamente.
Asciugare con la carta le barchette di pere ed aggiungere alcuni cucchiai di composto con le noci.
Livellare e aggiungere il composto senza noci, fino a ricostituire la forma dello spicchio di pera.
Inserire i gherigli di noce ai lati della pera e conservare una mezz’ora in frigo per far rassodare il composto.
Servire fresco.




lunedì 16 febbraio 2015

Carpaccio croccante e ketchup homemade

Da quando è nata la mia nipotina 3 mesi fa , capita spesso di parlare di quando erano piccoli i miei figli e spesso emergono dai ricordi piatti che non faccio da qualche tempo ... naturalmente quelli che loro adorano ed io molto meno!!! 
Infatti la mia idea è di farli mangiare in modo sano, la loro, mangiare porcherie più spesso possibile!!! 
Ogni tanto devo cedere e questo è uno dei piatti che a loro piace da morire!!! 
Il fritto con i corn flakes è croccantissimo e la carne dentro resta morbida e succosa, poi il ketchup fatto in casa è proprio una cosa diversa ... davvero buono!!! 
Così va a finire che il piatto preparato per i ragazzi, va a ruba anche per i grandi!!! 
E' adattissimo anche per le feste, gli aperitivi e le cene in piedi, ma da utilizzare come finger, lo faccio molto più piccolo, in modo che possa essere mangiato in un sol boccone!!!
E poi domani finisce il Carnevale e non ho ancora fritto niente ... non è mica possibile!!!!


Ingredienti per 4 persone come secondo piatto:
per il carpaccio:

  • 400 g di fette di carpaccio
  • Un mazzetto di salvia
  • 150 g di farina (dose indicativa)
  • 2 uova (dose indicativa)
  • 150 g di corn flakes (dose indicativa)
  • 500 ml di olio di girasole
  • Sale
  • Pepe

Nota: la carne tagliata a carpaccio, può avere spessori diversi, quindi con lo stesso quantitativo possono venire molti più rotolini e quindi occorrere molto più materiale per friggere

per il ketchup:

  • 200 g di passata di pomodoro
  • 20 g di zucchero di canna grezzo
  • 20 g di aceto di vino o di mele
  • 50 g di mele
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo, serve solo per il colore)
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • Sale
  • Pepe



Preparazione:
per il carpaccio:
Preparare una scodella con la farina, una con le uova sbattute, una con i corn flakes tritati grossolanamente con le mani.



Distendere la carne sul tagliere, tagliarla a strisce non più alte di 6 cm, lunghe non più di 20 cm, condirla con sale. pepe macinato al momento e salvia tritata finemente.


 Arrotolare ora la carne attorno ad uno spiedino di legno, 


formando un rotolino.



Passarlo nella farina tutto intorno, anche sopra e sotto,



poi nelle uova sbattute e salate, 



poi nei corn flakes sbriciolati.




Una volta preparati tutti i rotolini, friggerli in olio profondo, in un pentolino alto, pochi alla volta, sorreggendoli per lo spiedino, senza che tocchino il fondo.

Serviteli con insalata e ketchup fatto in casa, come secondo piatto o come finger food.




per il ketchup:
Nel bicchiere del frullatore, versare la salsa di pomodoro (io uso la mia, se la comprate scegliete quella vellutata), l’aceto di vino o di mele, lo zucchero di canna, un pizzico di sale, pepe macinato al momento e la paprika dolce. A piacere aggiungere il concentrato di pomodoro.
Frullare ed aggiungere la mela a pezzetti con la buccia, ma senza torsolo, continuando a frullare.
La pectina contenuta nella mela servirà da addensante per la salsa.
Travasare il composto in una casseruola e portarlo ad ebollizione a fiamma bassa per circa 1 ora, mescolando spesso, finché non avrà la tipica consistenza del ketchup.
Lasciar raffreddare e servire.
Il ketchup si può conservare in frigo 3/4 giorni oppure mettere nei barattoli, chiudere con il tappo a vite e far bollire 20 minuti per tenerlo in dispensa come una salsa di pomodoro.



mercoledì 11 febbraio 2015

Cuore caldo al cioccolato bianco in salsa di arance

Sabato sera siamo stati a cena fuori con una coppia di amici, Marta e Alessandro. 
Appena ci siamo incontrati con loro, lui ha detto:” Ho prenotato su Quandoo, un bellissimo ristorante a San Gimignano!!!” “Cosa??? Che cos’è Quandoo???” “E’ un servizio di prenotazione on line per i ristoranti, che ti consente di valutare il locale, avere la recensione, e quando prenoti, ricevi in cambio 100 punti. Al raggiungimento dei 1000 punti, puoi anche ottenere un voucher con € 10 di sconto sul prezzo del ristorante, non è fantastico??”  
Così grazie  a Quandoo siamo stati a cena al Bel Soggiorno e abbiamo mangiato come sempre benissimo!!! 
Il piatto che ho preferito??? Il cuore caldo di cioccolato bianco con le arance … ho anche scoperto che è il piatto della loro storia d’amore … per il nostro gioco di San Valentino… Chi non lo conosce può vederlo qui e qui
Infatti lui (ad una cena con amici) l’ha vista nello stesso ristorante a cena con amiche, (proprio al Bel Soggiorno). Gli uomini, hanno mandato una bottiglia di spumante al tavolo delle signore, così con la complicità del ristoratore, che si è prestato a tanto scompiglio, hanno fatto un tavolo unico per il dolce ed il caffè. 
Marta e Alessandro hanno ordinato lo stesso dolce ed hanno fatto le 4 del mattino passeggiando per San Gimignano, scoprendo di avere mille altre cose in comune… Oggi sono ancora una coppia felice!!! Mi è talmente piaciuta la loro storia, e questo dolce, che ho pensato di rifarlo e lo chef carinissimo mi ha pure dato la ricetta!!! 



Ingredienti per 6 tortini:
Per il tortino:
  • 100 g di cioccolato bianco
  • 50 g di burro
  • 2 uova intere
  • 55 g di zucchero
  • 55 g di farina
  • 6 quadretti di cioccolato bianco (mia aggiunta alla ricetta originale)
  • Zucchero a velo q.b. per spolverare gli stampini

Per la salsa alle arance:
  • La buccia di 2 arance biologiche (solo la parte arancione)
  • Il succo delle stesse arance
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiaini di maizena scarsi
  • 4 cucchiai d’acqua

Per la decorazione:
  • La buccia di 1 arancia biologica (solo la parte arancione)
  • 6 fette d’arancia biologica piuttosto sottili
  • 2 cucchiai di zucchero



Preparazione:
Per il tortino:
Imburrare ed spolverare di zucchero a velo gli stampini monoporzione e lasciarli in frigo.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria (o con il micro-onde) con il burro.
Aggiungere lo zucchero e sbattendo bene con la frusta montare il composto.
Incorporare le uova una alla volta e poi la farina setacciata.
Distribuire un cucchiaio di composto negli stampini aggiungere il quadratino di cioccolato bianco, riempire lo stampino e conservare in frigo.
Con questa dose vengono 6 tortini della misura dello stampino d’alluminio usa e getta.
Al momento della cottura, portare il forno a 180° ed infornare gli stampini per 10/15 minuti, appena tolti dal frigo.
Il tempo di cottura varia da forno a forno, fare delle prove per stabilire qual è il vostro tempo giusto.
L’inserimento del quadratino di cioccolato bianco, serve a garantire il cuore morbido che cola quando si taglia il tortino caldo…



Per la salsa alle arance:
Far sobbollire in un padellino antiaderente il succo di arancia e lo zucchero per un paio di minuti, unire le scorzette d’arancia tagliate a listarelle sottilissime.
Aggiungere la maizena ben stemperata con i cucchiai d’acqua e si lascia cuocere finché non si è addensata come una salsa.
Da tenere presente che raffreddandosi la salsa comunque si addenserà, quindi non esagerare con la cottura, lasciarla “colante”.


Per la decorazione:
Tagliare da un’arancia 6 fette sottili (3/4 mm) e posizionarle su una teglia ricoperta di carta forno leggermente spolverate di zucchero semolato.
Infornare a 180° per alcuni minuti in modo che asciughino ma non troppo, non devono essere dure e caramellate, ma morbide, da potersi facilmente piegare.
Quando un lato è pronto girarle, poi sfornarle.
Appena tolte dal forno fare un taglietto su metà fetta in modo da poterla avvolgere su se stessa per formare un fiore da appoggiare sul tortino.

Impiattare:
Stendere la salsa sul piatto di servizio (caldo), adagiare vicino il tortino con sopra il fiore d’arancia.