venerdì 28 febbraio 2014

Cenci di Sunta

Carnevale è arrivato ed in Toscana uno dei piatti tradizionali del periodo sono i cenci!!!
A dire la verità con varie sfumature si fanno in Campania, Lazio, Marche ecc. 
Da ogni parte prendono nomi diversi frappe, chiacchere ... in Toscana cenci, perché sono straccetti di pasta fritta!!!
Sono un dolce facilissimo da fare e in ogni casa c'è la personale versione della cuoca di turno.
Dopo averne provate diverse ... (dato che quella che mi piaceva da matti di mia nonna non l'ho mai trascritta e quindi ormai è persa) ... ho mangiato dei cenci buonissimi dalla madre del mio compagno !!! 
Quando le ho chiesto la ricetta, mi ha detto : "Sono i cenci di Sunta" cioè di una signora che conosce lei che si chiamerebbe Assunta!!! 
Vengono fuori proprio i cenci che piacciono a me ... croccantissimi !!!! 
Da allora solo i cenci di Sunta!!!!


Ingredienti:
  • 1 uovo
  • 1 noce di burro (come un cucchiaino)
  • Sale
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 arancia non trattata (succo e buccia)
  • Vin Santo (1 bicchierino)
  • Farina (quella che prende)
  • 1 litro di olio di semi di arachide
 
Preparazione:
In una ciotola sbattere l’uovo con un pizzico di sale e lo zucchero.
Aggiungere il succo dell’arancia, la buccia grattugiata ed il bicchierino di vinsanto.
Mescolare tutto ed iniziare ad aggiungere la farina pian piano, appena l’impasto prende consistenza, unire il burro.
Fare una pasta della consistenza della sfoglia per le tagliatelle e lasciarla riposare per 15/20 minuti.
Dopo il riposo, tirare la sfoglia molto sottile e ritagliarla a rombi.
In un tegame, far scaldare l’olio e friggere i cenci pochi alla volta.
Toglierli dall’olio non appena dorati e scolarli su carta assorbente.
Spolverarli di zucchero a velo o semolato.





mercoledì 26 febbraio 2014

Scottiglia

La scottiglia è uno dei piatti che più mi ricordano mia nonna ... è un piatto della tradizione contadina toscana che assume varie sfaccettature a seconda delle zone. Esiste la versione maremmana, casentinese ecc.
Questa è la versione di mia nonna, per cui territorialmente senese!
Questo piatto veniva fatto nelle famiglie contadine nel momento dei grandi lavori agricoli tipo vendemmia o trebbiatura, quando le famiglie si riunivano per eseguire questi grandi lavori che richiedevano molte braccia.
Si andava a vendemmiare dai vicini e poi i vicini venivano a vendemmiare da noi e ovviamente la famiglia che ospitava i lavori sfamava tutti i lavoratori.
A casa di mia nonna erano 32 persone perciò cucinare era un lavoro da ristorazione ... figurarsi in queste occasioni.
La scottiglia era spesso un modo per cucinare carni meno pregiate, ma in quelle occasioni era un modo per poter fare la carne per tutti, cucinando insieme un bel po' di tipi di carne diversi.
Infatti quando ero bambina mia nonna obiettava che la scottiglia non veniva buona ... cucinata in piccole dosi ... perché non c'erano molte varietà di carne ... ed era questo che rendeva il piatto straordinario.
Infatti alla fine è un piatto che faccio solo per le occasioni ... quando siamo un mare di gente ... infatti l'ho fatta per il 50° anniversario dei miei genitori (qui).
In quella occasione l'ho fatta solo di pollame, cioè con pollo, piccione, faraona, anatra, tacchino, oca , ma il procedimento è identico.


Ingredienti per 6 persone:
  • 1 kg di carni miste (maiale, pollo, coniglio, faraona, anatra, agnello, piccione … ma anche cinghiale, lepre, fagiano...)
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
  • Peperoncino
  • Aglio
  • Rosmarino
  • 1 bicchiere di vino rosso (Chianti)
  • 400 g di pomodori pelati
  • Brodo (anche vegetale)

Preparazione:
Tagliare la carne a pezzi, facendo attenzione a non scheggiare le ossa del pollame.
In una grande casseruola, far rosolare l’olio con l’aglio, il peperoncino ed il rosmarino.
Togliere l’aglio ed aggiungere il battuto di cipolla, sedano e carota.
Farlo rosolare ed aggiungere la carne tutta insieme.
Appena la carne è rosolata, bagnare con il vino e lasciar evaporare.
Aggiungere quindi i pomodori pelati, schiacciati con la forchetta e lasciar bollire il tutto.
Appena il pomodoro tende a ritirare, salare e bagnare con il brodo.
Bagnare poi ogni volta che asciuga, fino a cottura.
Occorreranno circa 90 minuti, ma naturalmente tutto dipende dalla carne.
La scottiglia è cotta quando la carne del pollo tende a staccarsi dalle ossa.

Si può servire così oppure su fette di pane toscano tostato e agliato. 



domenica 23 febbraio 2014

Strudel con zucca e cioccolato

Seconda sfida dell'MTCHALLENGE: sempre più difficile! Lo strudel! Io lo odio lo strudel!!! Non mi piace, non lo mangio e quindi non lo faccio!!! Ma ho cominciato l'MTC adesso:come faccio a mollare? Non mi è venuta un'idea:neanche una, intelligente!!!
Lo odio talmente tanto che pensandoci, mi sono venute in mente solo le terribili esperienze di orribili strudel mangiati in giro. 
Stavo quasi per convertirmi allo strudel salato con la cottura con il canovaccio: quello ogni tanto lo faccio, anche se mi rendo conto solo ora che non l'ho mai pubblicato! Dovrò rimediare. Volevo fare una cosa carina, diversa dal solito e poi all'ultimo minuto, ho visto la zucca in frigo. L'abbinamento con il cioccolato è venuto subito,la ricotta poi, a ruota. Ed eccomi qui all'MTC con lo strudel con zucca e cioccolato:buonissimo!
Non è una torta tanto adatta all'occasione, ma è venuta buonissima, quindi lo dedico alla mia sorella dato che oggi è il suo compleanno. Tanti auguri Francy!!!


Ingredienti
per la sfoglia:
  • 150 g di farina 00
  • 100ml di acqua
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • 1 pizzico di sale

per il ripieno:
  • 100 g di zucca cotta con 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 250 g di ricotta
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 50 g di amaretti
  • 20 g di burro + 10 per spennellare lo strudel
  • 80 g di gocce di cioccolato
  • 20 g di pinoli

Per la salsa di accompagnamento:
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 50 g di panna fresca
Preparazione:
per la sfoglia
Scaldare l’acqua, calda ma non bollente.
Setacciare la farina in una ciotola, aggiungere il sale, l’olio extra vergine di oliva e versare l’acqua mescolando man mano.
Quando l’acqua sarà stata tutta assorbita, lavorare l’impasto con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto molto morbido, ma che non si appiccica più alle dita o alla spianatoia.
Mettere l’impasto a riposare per mezz’ora, coperto dalla pellicola.
Preriscaldare il forno a 180°.

per il ripieno:
Tritare gli amaretti nel mixer.
Cuocere la zucca a dadini piccoli piccoli, con olio extra vergine di oliva e sale, per alcuni minuti finché non sarà morbida e molto asciutta.
Farla raffreddare, pesare la quantità necessaria (il resto può essere usato per fare una focaccia o condire la pasta).
Lavorare la ricotta (ben scolata su uno scolapasta rivestito di garza per alcune ore) con lo zucchero di canna.

Per il montaggio:
Stendere una tovaglia in cotone o lino  pulita sopra al piano di lavoro, infarinarla e stenderci sopra la pasta con le mani.
Continuare con il mattarello e quando sarà abbastanza sottile, tirarla passandoci le mani sotto (dalla parte delle nocche) dal centro verso l’esterno, facendo attenzione a non romperla.
La sfoglia diventerà trasparente.
Stenderla di nuovo sulla tovaglia e tirare un po’ i bordi perché saranno rimasti un po’ più spessi.
La sfoglia risulterà un quadrato di lato circa 50 cm.
Ricoprire tutta la sfoglia con le briciole degli amaretti.
Distribuire  la ricotta a fiocchetti in modo più omogeneo possibile lasciando intorno 2 cm di bordo.
Distribuire sopra alla ricotta, i dadini di zucca, le gocce di cioccolato ed i pinoli e arrotolare aiutandosi con la tovaglia.
Fare un paio di giri, ripiegare anche i 2 lembi esterni e continuare ad arrotolare la pasta fino alla fine.
Imburrare una teglia da forno, adagiare con cura lo strudel e pennellarlo con il burro fuso.
Infornare per 40/45 minuti a 180°.

Per la salsa di accompagnamento:
Sciogliere il cioccolato al micro-onde o a bagno maria con la panna fresca, amalgamare bene e servire.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio.

mercoledì 19 febbraio 2014

Terrina di formaggi freschi in foglia di cavolo rosso

In inverno, la natura sprigiona colori assolutamente inaspettati ... l'arancio di arance e zucca, il rosso del cavolo e del radicchio ... Adoro questi colori!!! Mi ravvivano le tristi giornate fredde e senza sole!!!
L'anno scorso ho fatto un sacco di ricette con la zucca ... se digitate "zucca" nella finestrella "cerca " di questo blog, ve ne appaiono una decina!!!
Probabilmente il 2014 sarà l'anno del cavolo rosso ... 
Vi ricordate Picasso ... lui ha avuto il periodo rosa, quello blu ... io il periodo della zucca e quello del cavolo rosso!!!
Ho già pubblicato di recente  un bellissimo risotto con il cavolo rosso ed i gamberi, ... ma questa ricetta è davvero fantastica.
Un tripudio di colori dentro una foglia di cavolo rosso.



Ingredienti per 18 fette (6 persone):
  • Cavolo cappuccio rosso
  • Un pugno di pomodorini ciliegini secchi
  • 200 g di Philadelphia (o 100 g di ricotta e 100 g di robiola)
  • 50 g di pistacchi tritati
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • Origano La Nicchia
  • 1 cucchiaio di capperi La Nicchia
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • 1 mazzetto di valeriana per guarnire
  • Pepe appena macinato

Preparazione:
Lasciare i pomodorini con l’olio extra vergine di oliva, l’origano ed i capperi.
Lessare le foglie di cavolo per 5 minuti in acqua bollente, scolarle e passarle in acqua fredda. Scolarle di nuovo ed asciugarle bene con la carta da cucina.
Intanto mescolare la ricotta, la robiola, l’olio, i pomodorini tritati, i capperi, l’origano e i pistacchi tritati.
Stendere le foglie di cavolo sulla pellicola, avendo cura di non lasciare spazi vuoti.
Distribuire i formaggi al centro delle foglie e compattare il rotolo, aiutandosi con la pellicola.
Lasciare in frigo una notte.
Al momento di servire, togliere la pellicola e affettare il rotolo.

Nei piatti distribuire 3 fettine del rotolo e servire a fette accompagnando con la valeriana e con pesto di pomodori secchi.
Se dovesse avanzare, si conserva in frigo per alcuni giorni, avvolto dalla pellicola:




lunedì 17 febbraio 2014

Torta di noci e cioccolato dell'Artusi

Temperature primaverili, alberi in fiore ... qui in Toscana la primavera sembra alle porte e con lei la mia angoscia del periodo ... l'allergia!!! Sono allergica alla fioritura dei cipressi (avete idea quanti ce ne sono in Toscana????) E tutti gli anni tra febbraio e marzo sono in piena crisi!!! Raffreddore, occhi gonfi e lacrimosi, papille gustative a basso regime!!!
Ma cosa cucino a fare ... non riesco a gustarmi nulla!!! Non c'è piacere neanche a mangiare !!!
Quindi provo a fare un dolce che mi piace da morire  e che mi accorgo solo ora di non aver mai postato!!! 
Dall'intramontabile "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", di Pellegrino Artusi, la ricetta n°637, la Torta alle noci con il cioccolato ed il cedro candito. Fantastica!!!
Avevo voglia di un piatto antico,  della tradizione, ma stupendamente buono ... 
Chissà perché, ma il sapore dei dolci, lo avverto meglio di quello del salato!!! 
Sarò mica golosa???



Ingredienti:

  • 140 g di noci sgusciate
  • 140 g di zucchero
  • 140 g di cioccolato fondente grattugiato
  • 20 g di cedro candito
  • 4 uova
  • 1 vanillina
  • Zucchero a velo (se gradito) per guarnire

Preparazione:
Pestare le noci, insieme allo zucchero (in realtà l’ho frullate!!!)
La dimensione dei pezzi è a discrezione … più si fanno piccoli, più il dolce resta compatto, più si fanno grandi, resta la nota croccante della noce, ma il dolce tende a sbriciolarsi.
Aggiungere il cioccolato grattugiato, la vanillina, unire i tuorli e mescolare bene.
Montare gli albumi a neve ferma ed incorporarli delicatamente al composto.
Sminuzzare il cedro finissimo ed unirlo al composto.
Imburrare uno stampo a cerniera e ricoprirlo di pan grattato.
Versare il composto nello stampo e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Servire freddo con la panna montata.
Se gradito, può essere spolverato di zucchero a velo.



mercoledì 12 febbraio 2014

Bon bon di semolino con crema al gorgonzola ed il gioco di San Valentino parte terza

Continua il gioco di San Valentino, che ha emozionato molte followers di questo blog!!! Non avete idea di quante mail e messaggi privati su Facebook che ho ricevuto con le varie ipotesi ... "ma Jacopo, non è Tizio??? Ma  no, Tizio è dentista??? Ah! Ma allora le professioni sono vere??? Ma l'imprenditore è Caio??? Ma no, non ha mica gli occhi celesti!!!" Vi comunico una volta per tutte che, neanche sotto tortura rivelerò chi sono loro (gli uomini) e le amiche con cui ho condiviso il gioco!!! Detto questo per dovere di cronaca ... passiamo all'uomo di oggi!
Francesco ... un comico mancato ... è un tipo talmente simpatico che puoi trascorrerci le ore senza rendertene conto. Fisicamente niente di che ... anzi forse anche meno ... direi bruttino, ma è il classico tipo che poi alla fine incontra!!! E non è solo in grado di farti ridere, ma ogni donna che corteggia è in grado di farla sentire unica e speciale !!! La cosa assolutamente spiazzante di Francesco, è che è in grado di passare in pochi minuti dalla comicità più assoluta a discorsi seri ed importanti, senza perdere di leggerezza o creare silenzi imbarazzanti. Gode di stima e simpatia tra gli uomini ed è adorato dalle donne. Sposatissimo, corteggia spudoratamente tutte le donne che gli piacciono e lo fa con un talmente tanta maestria che dubito non riceva consensi.
Per un personaggio di questo tipo cosa si potrebbe inventare???
Per Francesco, una cena casalinga ma ben cucinata ... è un assoluto buongustaio, in grado di apprezzare una buona cena ... ancor più se preparata da una che lo intriga!!!
Un piatto semplice ma con un brio adatto all'occasione: Bon bon di semolino con crema al gorgonzola ... ottimo primo piatto o finger food (basta inserire ogni bon bon in un pirottino di carta, infornarlo e unire alcune gocce di salsa con un biberon da cucina!!!)


Ingredienti per 4 persone
(con questo impasto si ricavano circa 30 bon bon da 20 g ciascuno)
Per i bon bon:
  • 500 ml di latte
  • Sale
  • 125 g di semolino
  • 25 g di burro
  • 150 g di Parmigiano Reggiano
  • 1 tuorlo
Per la crema al gorgonzola:
  • 500 ml di panna fresca
  • 100 g di gorgonzola


Procedimento:
Per i bon bon:
Preriscaldare il forno a 180. In una casseruola, riscaldare il latte con 2 pizzichi di sale.
Quando sta per bollire versare il semolino a pioggia e cuocere a fuoco basso finché non sarà addensato (ci vorranno un paio di minuti) mescolando con la frusta. Togliere dal fuoco ed incorporarvi il burro e la metà del Parmigiano, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Unire i tuorli ed amalgamare bene. Fare le palline con il composto e rotolarle nel Parmigiano grattugiato. Cuocere le palline in una teglia imburrata e cosparsa di pan grattato oppure in pirottini di carta forno (per servirli come finger food) per 15 minuti a 180° e poi 5 minuti sotto il grill. Servire subito accompagnandoli con la crema al gorgonzola.

Per la crema al gorgonzola:
In una casseruolina far fondere a fuoco basso il gorgonzola nella panna mescolando bene. Appena il gorgonzola si è sciolto, lasciar addensare un paio di minuti e la crema è pronta.



lunedì 10 febbraio 2014

Mousse di cioccolato al peperoncino e gioco di San Valentino parte seconda

Alcuni giorni fa ho introdotto il "Gioco di San Valentino" ovvero una cena inventata ad hoc per alcuni uomini che io e le mie amiche conosciamo... chi si fosse perso la prima puntata può trovarla al post precedente (qui) !!!
Dopo Jacopo bello e raffinato ... ecco a voi: Massimo !!!
Fascinoso imprenditore e politico, cinquantenne piuttosto in forma, ma soprattutto tenace
e di gran carattere, è innamorato dell'esercizio del potere. 
Non mi sembra che le donne rientrino tra le sue priorità... non perché sia un tipo fedele, ma per mancanza assoluta di tempo .... 
Credo che le donne gli piacciano molto, ma è solo il potere che lo eccita!!! 
I suoi occhi azzurri sprizzano scintille quando i suoi avversari sono alle corde ... è lì che l'adrenalina corre ed arriva l'estasi! 
Per Massimo abituato al controllo e al potere, potrebbe venire in mente una serata con "50 sfumature ...", ma  Cristian Gray è un personaggio letterario ... e il nostro imprenditore è un tipo più sanguigno e concreto.
Credo che occorra una serata molto esplicita ... niente ristorante, niente gente ... suite di hotel di lusso ... abitino sexy, biancheria come da manuale, niente collant (autoreggenti o reggicalze a scelta) ... tacco 12 obbligatorio!!! 
A questo punto, la cena potrebbe anche aspettare, ma o prima o dopo, ad un certo punto servirà!!! 
Per una serata così, dessert ad alto tasso erotico!!!! Mousse di cioccolato al peperoncino ... 


Ingredienti per 6 coppette:
  • 100 g cioccolato fondente
  • 1 noce di burro
  • 2 uova freschissime
  • Peperoncino in polvere la punta di un cucchiaino
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 1 tazzina di caffè (piena)
  • Panna montata per guarnire (a piacere)

Procedimento:
Mettere a fondere a bagnomaria in una ciotola, il cioccolato spezzato con il caffè, mescolando finché non si trasforma in una crema morbida e senza grumi.
Togliere quindi dal fuoco ed aggiungere il burro, continuando a mescolare.
Unire i tuorli, uno alla volta, facendoli incorporare bene, aggiungere quindi il peperoncino, amalgamare bene e far raffreddare.
Intanto montare a neve ferma gli albumi con lo zucchero a velo ed incorporare poi la meringa ottenuta con il composto di cioccolato, molto delicatamente.
Versare in coppette monodose e far raffreddare per 3/4 ore in frigo.            

Togliere dal frigo mezz’ora prima di servire e decorare a piacere con panna montata e peperoncino in polvere.


venerdì 7 febbraio 2014

Risotto con cavolo rosso e gamberoni per "Il gioco di San Valentino" - parte prima


Durante una cena con le mie amiche è uscito l'argomento San Valentino e dopo le chiacchiere di rito, abbiamo fatto un gioco. Ognuna di noi ha descritto un uomo che conosciamo tutte (ma non mariti, fidanzati ecc. bensì colleghi, amici, vicini di casa) ed abbiamo deciso cosa sarebbe stato adatto, come cena di San Valentino, per conquistare il malcapitato. Naturalmente il gioco ci ha molto divertito, così adesso lo racconto anche a voi. Ma onde evitare di essere denunciata, o peggio ancora ridotta a brandelli da qualche signora furiosa (il 90% degli uomini in questione sono sposati o convivono) cambierò tutti i nomi degli uomini che abbiamo scelto e stenderò un pietoso velo sui nomi delle amiche. Ovviamente ci vorranno diversi post per raccontarvi il tutto.
Cominciamo oggi da: Jacopo. E' un uomo dolcissimo. Molto molto carino, sembra un ragazzo, ma ha 45 anni. Bruno con le tempie leggermente ingrigite, snello e con una bocca davvero da baci. E' un agronomo ed è solido ed affidabile come la terra, con bellissimi occhi scuri che sembrano guardarti l'anima. E' il tipico umo serio, che ti intriga perché sembra inarrivabile: sposatissimo, tutto casa e famiglia. Quindi, sembra improponibile per il nostro gioco. Ma è proprio questo il bello, trattandosi di fantasia, possiamo osare. Infatti lo abbiamo scelto per primo. Jacopo lo vedrei bene nella classica cena a lume di candela, le sue bellissime dita da pianista sul calice e la sua voce pacata che racconta come siamo arrivati fin lì. La cena di classe perché lui è un vero lord inglese. Quindi per Jacopo un raffinatissimo risotto con cavolo rosso e gamberoni, bello da vedere, molto gustoso e leggero: perché comunque l'obiettivo di questa cena dovrebbe assolutamente essere: il dopo cena!

Ingredienti per 4 persone:
  • 300 g di riso Carnaroli o Vialone nano
  • 1 piccolo cavolo rosso
  • 1 pezzo di porro ( la parte verde)
  • 12 gamberoni
  • Olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • Sale
  • pepe
  • peperoncino
Procedimento:
Lavare una decina di foglie di cavolo e metterle a bollire in almeno 1 litro di acqua fredda per circa 30 minuti. Il cavolo una volta cotto va scolato e può essere usato per arricchire un passato di verdura o gustato in insalata condito con una semplice vinagrette. Il brodo invece, servirà per la cottura del riso.
Tagliare a listarelle sottilissime il porro (la parte verde, perché fa un bellissimo contrasto di colore nel risotto) e soffriggerlo delicatamente in olio extra vergine di oliva, aggiungere 4 gamberi puliti dal carapace e dal filo intestinale, unire una decina di foglie di cavolo (quello crudo), far insaporire, salare e unire il peperoncino.
Aggiungere il riso, tostarlo bene e portarlo a cottura con il brodo di cavolo (nonostante lo stranissimo colore blu).
Mentre il riso cuoce, in una padella far soffriggere leggermente uno spicchio di aglio tritato con alcuni cucchiai di olio extra vergine di oliva ed aggiungere i gamberi lavati e privati del filo intestinale, ma con il carapace, farli cuocere 2/3 minuti, salarli, peparli e lasciarli in caldo. Appena il riso è pronto, mantecarlo con il liquido di cottura dei gamberoni e lasciarlo riposare a pentola coperta per alcuni minuti. 
Intanto disporre nei piatti di portata 2 gamberoni a testa, lasciando uno spazio centrale per il riso. Affettare finemente una fetta di cavolo a crudo per la guarnizione.
Inserire il risotto in uno stampino, impiattarlo tra i 2 gamberi e decorarlo con il cavolo crudo.
  





martedì 4 febbraio 2014

Focaccia scura con segale e mascarpone

La focaccia, ormai lo sapete, la faccio spesso, ma adesso che ho la planetaria,  ancora di più e spesso ne approfitto per sperimentare!!!
Complice il mascarpone vicino alla scadenza ed un po' di farina di segale che stazionava in dispensa, ho voluto fare questa prova, molto ben riuscita ... almeno a detta dei miei figli che l'hanno spolverata in quattro e quattrotto !!!
L'idea era di fare una focaccia di accompagnamento, utile sia per lo spuntino a scuola, sia a casa per sostituire il pane.
Il mascarpone l'ha resa molto morbida e la farina di segale, le ha dato un gran gusto ... quindi adatta ad essere consumata sola o per accompagnare altre pietanze!!! Davvero buona!!!
Se volete provare, vi ricordo altre focacce che meritano di essere assaggiate: focaccia al farro con birra e yogurtfocaccia integrale alla zuccafocaccia pomodoro, ricotta ed erbe aromatiche

Ingredienti:
  • 250 g di farina manitoba
  • 250 g di farina integrale
  • 250 g di farina di segale
  • 300 ml di acqua
  • 12,5 g di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 100 ml di panna
  • 300 g di mascarpone
  • 1/2 cucchiaio di sale fino
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale marino integrale grosso


Procedimento:
Sciogliere bene il lievito e far riposare fintanto non si formano le bolle.
Inserire nella planetaria le farine setacciate, il lievito sciolto, la restante acqua, la panna ed il mascarpone e far andare finché non è ben amalgamato, aggiungere il sale e mescolare fino ad incordatura.
Ungere con olio un contenitore, versarci l’impasto e lasciar lievitare almeno 3 ore.
Quando l’impasto è lievitato ricoprire di carta forno una teglia, ungere bene la carta con olio extra vergine di oliva e adagiarvi l’impasto, stendendolo con le mani.
Con le dita imprimere dei buchi e spennellare il tutto con una emulsione di acqua e olio in parti uguali (circa 4 cucchiai di olio e 4 di acqua).
Lasciar riposare l’impasto almeno 30 minuti.
Intanto preriscaldare il forno a 220° e cuocervi la focaccia per 30 minuti.