sabato 30 marzo 2013

Uova ripiene di torta e segnaposto di Pasqua - tutorial


Non l'avevo previsto questo post!!!! Ma ho fatto questi ovetti ripieni di torta come segnaposto per la tavola di Pasqua e non ho resistito a condividerli subito ... mi sono venuti troppo carini!!!
Questo è il mio regalo di Pasqua per tutti voi ... così se vorrete rifarli per domani farete anche in tempo !!!
Dato che spiegarli non è semplicissimo ho inserito il tutorial fotografico per chiarire i passaggi chiave!
BUONA PASQUA A TUTTI!!!!!


Ingredienti per 12 uova:
Per le uova
  • 12 uova di gallina
  • 2 cucchiai di aceto

Per il ripieno : (con questa dose ci viene anche un piccolo plum cake)
  • 300 g di farina
  • 5 uova (5 tuorli e 5 albumi di quelli svuotati)
  • 300 g di zucchero
  • 200 g di burro
  • Una manciata di pinoli
  • 1 busta di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 limone spremuto
Per il segnaposto:
  • Paglia
  • Cartoncino
  • 12 stuzzicadenti
  • Colla vinilica
  • Penna
  • Forbici
Preparazione:
Lavare bene le uova, praticare un foro con le forbicine a punta (quelle per la manicure) in corrispondenza della camera d’aria (punta dell’uovo in basso).


Allargarlo pian piano.  


Nel foro ci deve entrare un dito per poterlo pulire bene dentro.


Svuotare l’uovo, dividendo albume


e  tuorlo. 




Sciacquare l’interno sotto l’acqua corrente e poi inserire l’uovo in una bacinella con acqua e aceto.


Lasciare i gusci a bagno per almeno mezz’ora.
Trascorso questo tempo, capovolgere i gusci su un canovaccio pulito e lasciarli asciugare (occorreranno 30 minuti circa).


Accendere il forno e preriscaldarlo a 200°.
Intanto preparare il ripieno, montando con lo sbattitore i tuorli con lo zucchero, fino a quando non diventano bianchi e spumosi.
Aggiungere il burro fuso e la farina setacciata, il succo di limone, la vanillina ed il lievito.
A questo punto unire gli albumi montati a neve fermissima con una spatola, facendo attenzione a non smontare il tutto.
Inserire il composto nella sac a poche e riempire i gusci per i 2/3 dopo averli sistemati in una teglia da muffin riempita di pezzetti di carta stagnola (per consentire ai gusci riempiti di restare in piedi).
Inserire in ogni guscio un pizzichino di pinoli ed infornare la teglia a 200° per 15/20 minuti.


Cuocendosi la torta fuoriuscirà dal guscio, ma non c’è da preoccuparsi, basterà rimuovere l’eccesso e pulire il guscio.


Intanto preparare i nidi come descritto in questo post, ritagliare i cartoncini, scriverci i vari nomi ed incollare il cartoncino sullo stuzzicadenti.
Inserire nel nido l’uovo, lo stuzzicadenti con il nome e usare come segnaposto a tavola.
Al momento del dolce, basterà sgusciare l’uovo e gustarlo con la crema pasticcera, che trovate qui, o la crema di cioccolata che trovate qui, o la crema diplomatica che trovate qui.

BUONA PASQUA!









venerdì 29 marzo 2013

Focaccine con il pomodorino ciliegino e la sorpresa!


Qual'è la cosa più divertente della Pasqua??? 
Sicuramente aprire l'uovo e trovarci una bella sorpresa! 
Questa per tutti, grandi e piccini, è l'aspettativa pasquale! 
Quale donna non ha sognato un diamante nascosto nell'uovo di Pasqua??? Tutte!!! 
Sognare è bello, costa poco e tutti i sogni sono leciti!!! 
Poi però invece del principe azzurro, che alcune settimane prima si è trovato con il gioielliere a scegliere l'anello più adatto e poi di corsa dal pasticcere che  avrebbe prodotto per l'amata, l'uovo (naturalmente realizzato con i più pregiati cioccolati) che serviva da confezione al prezioso ...  vi trovate in casa un tipo che non si ricorda neppure se vi piace la cioccolata al latte o fondente ... e dentro il vostro uovo trovate un temperamatite in plastica!!! 
Non è il massimo!!!!!!!!! 
Ma a questo mondo poche cose lo sono ed io adoro lo stesso le sorprese ... mi piacciono talmente tanto che faccio spesso questi finger food (e li farò anche per l'aperitivo di Pasqua) carinissimi e buoni buoni buoni ... naturalmente con all'interno .... (suspance) ... una sorpresa!!!!

Ingredienti per 12 focaccine con sorpresa:
  • 320 g farina
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 25 g di lievito di birra
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 2 pizzichi di sale
  • 18 pomodorini ciliegini maturi
  • 1 mozzarella fiordilatte piccola
  • Olio extra vergine di oliva
  • Origano
  • Alcune foglie di basilico

Preparazione:
Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida insieme allo zucchero e lasciarlo riposare fintanto non si forma la schiuma.
Preparare in una ciotola la farina setacciata, fare la fontana, aggiungere 2 bei pizzichi di sale fino sul bordo  ed unirvi poi, l’acqua con il lievito sciolto un po' alla volta, mescolando con cura. 
Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido.
Formare una palla, farci la croce e metterla a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola, 1 ora in forno a 30° per la lievitazione.
Nel frattempo, lavare e tagliare a cubetti 6 pomodorini, condirli con un pizzico di sale, l'origano secco,  pezzetti di basilico, un filo d'olio extra vergine di oliva e lasciarli insaporire. 
Dopo un po’ scolare il tutto in un colino a maglia fine e tagliare a dadini la mozzarella. Appena la pasta è lievitata, sgonfiarla lavorandola un po’ e dividerla in 12 palline uguali.
Schiacciare con le mani ogni pallina e mettere al centro un po’ di pomodorini conditi ed alcuni dadini di mozzarella.... ecco svelata la sorpresa!
Chiudere il tutto e formare nuovamente una pallina. 
Spennellare di olio d’oliva uno stampino da muffin ed adagiarvi la pallina appena formata.
Quando tutte le palline sono nello stampo fare un taglietto con le forbici sulla sommità e appoggiavi sopra un pomodorino ciliegino intero (compreso il picciolo) ben lavato ed asciugato, facendolo aderire alla pasta.
Spennellare ogni focaccina con olio di oliva e lasciare lievitare per una ventina di minuti. Intanto portare il forno a 200° e trascorsa la seconda lievitazione, infornare per mezz’ora. 
Si possono mangiare sia caldi che freddi, ma caldi con la mozzarella filante sono il massimo!


giovedì 28 marzo 2013

Rosticciana di Cinta Senese con i fagioli zolfini


I piatti della tradizione toscana contadina, nascono per sfamare famiglie numerose ... in campagna servivano le braccia per lavorare la terra ed era fondamentale avere la propria squadra. In alcuni periodi però, le braccia non erano sufficienti, perché alcuni lavori andavano svolti in tempi rapidi, per non incorrere nel brutto tempo o perché i prodotti raccolti potevano rovinarsi. In queste occasioni la solidarietà tra vicini risolveva tutti i problemi... infatti ad esempio la vendemmia, si svolgeva nel proprio podere e poi in quello dei vicini, in modo che l'uva potesse essere raccolta al giusto tempo di maturazione.
Quindi in occasione dei grandi lavori agricoli, occorrevano piatti che riuscissero a sfamare le grandi famiglie più gli ospiti. Hanno tutti le stesse caratteristiche: a base di carne, ma tagli poveri, con un sugo che serviva ad intingere il pane e verdure o legumi a seconda della stagione. La rosticciana con i fagioli è uno dei piatti tipici del momento della lavorazione del maiale ... quindi mese di novembre ... ma fa ancora freddo qui ... quindi ve lo propongo!!!
Magari mangiatelo come piatto unico e dopo fate una passeggiata ... non è proprio una piuma ... ma è talmente buono che per una volta ci possiamo organizzare!!!
Cocottina da Welc Home Via Massetana Romana, 14/16 - Siena
Ingredienti per 4 persone:

  • 3 rosticciane (costine di maiale) di Cinta Senese a persona  (peso intorno al kg)
  • Olio extra vergine di oliva
  • Salvia (alcune foglie)
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Pomodori pelati   (Antichi pomodori di Napoli Agrigenus) 
  • 400 g di fagioli zolfini secchi

Preparazione:
La sera prima mettere a bagno il fagiolo zolfino in una bacinella con abbondante acqua.
Al mattino, trasferire i fagioli in una pentola capiente e portarli ad una leggera ebollizione, per un paio d’ore (o finché non sono cotti).
Portati a cottura, lasciarli raffreddare nel proprio brodo.
Tagliate le costole di Cinta a strisce tagliando ai 2 lati dell’osso.
In una casseruola capiente in grado di tenere poi anche i fagioli, scaldare leggermente alcuni cucchiai di olio extra vergine di oliva ed insaporirlo con salvia ed aglio.
Unire le rosticciane e rosolarle bene a fiamma vivace.
Quando sono rosolate, sfumate con il vino e quando è evaporato, aggiungere i pomodori pelati (devono fare colore, non ne vanno messi molti … 1/2 barattolo è sufficiente).
Abbassare la fiamma e far cuocere una ventina di minuti, aggiustare di sale e pepe.
Quando il maiale è cotto, togliere le costine e aggiungere i fagioli lessati.
Farli insaporire bene, aggiustando sale e pepe, quindi riunire la carne ed insaporire ancora 5 minuti.
Servire caldissimo in piatti caldi accompagnato da pane toscano fresco.

mercoledì 27 marzo 2013

Fettuccine all’uovo con porri e gamberi


Ho proposto in queste settimane, molti piatti adatti per il pranzo di Pasqua, ma nessuno di pesce, quindi rimedio subito con primo delizioso, veloce e molto scenografico! 
Per un piatto così ci vuole una fettuccina speciale ... chi segue questo blog, sa che io di solito me le faccio da sola, ma queste effettivamente meritano l'assaggio. E' una pasta che nasce da una miscela di farina, semola di grano duro e uova fresche. E' essiccata lentamente  a bassa temperatura, ha tempi di cottura molto brevi ed è ruvida con una straordinaria capacità di assorbire i sughi.


Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di fettuccine all’uovo Filotea
  • 400 g di gamberi
  • Olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 porri interi
  • Sale
  • Pepe macinato al momento
 
Preparazione:
Sgusciare tutti i gamberi, privarli del filo intestinale e passarli in una padella grande (dove far saltare anche la pasta) con olio scaldato con l’aglio.
Far cuocere 1 minuto. Salare e pepare.
Pulire i porri e tagliarli a julienne per lungo (a fili sottili come le fettuccine).
Saltarli in padella con un filo d’olio ed un mestolino di acqua bollente.
Mettere a bollire una pentola d’acqua, quando bolle salarla e buttare le fettuccine.
Dopo appena 4 minuti scolarle con un mestolo da spaghetti in modo che trattengano un po’ di acqua di cottura e saltarli nella padella con i gamberi.
Aggiungere i fili di porro e mescolare bene.
Servire subito.
 



martedì 26 marzo 2013

1 – Assaggi d’Italia - Lo Strolghino di Culatello


Inizia oggi una nuova rubrica che ho chiamato ASSAGGI D’ITALIA, che riporterà ricette, ristoranti, prodotti, che ho incontrato durante i miei viaggi nella nostra penisola.
Sono una fan sfegatata del food made in Italy, ma più  viaggio e più mi rendo conto la moltissime eccellenze del nostro territorio  non sono sufficientemente conosciute.
Questa rubrica si propone di raccontarne alcune.
Cominciamo con un prodotto di straordinaria qualità, direttamente dall’Emilia Romagna, terra che tanto regala alle tavole del mondo con i suoi prosciutti e formaggi … ma anche con tanti altri capolavori … a tiratura limitata!


Lo strologhino di culatello


Lo Strolghino è un salame di dimensioni ridotte  tipico delle province di Parma e Piacenza.
Veniva prodotto già nel 1700 nella zona a ridosso del fiume Po, in provincia di Parma, secondo i metodi dell’antica tradizione norcina, in uso ancora oggi.
Lo Strolghino è sempre stato il primo salame che si consumava, data la sua cortissima stagionatura e che confermava la bontà del resto dei salumi di più lunga maturazione, fatti con la carne dello stesso maiale.
La tradizione narra che il suo nome derivi dal termine “Strolga” che in dialetto parmigiano, vuol dire Strega o Indovina, perché bisogna avere doti particolari per fare un salame così fragrante e delicato.

Prende questo nome dal fatto che veniva utilizzato per prevedere l'andamento della stagionatura dei salami di pezzatura maggiore.




Un'altra versione molto diffusa dà ragione di questa denominazione nella difficoltà di una corretta preparazione e stagionatura del prodotto, per le quali ci vuole appunto un indovino.

È ottenuto dalle rifilature magre del culatello e del fiocco di prosciutto, a loro volta ricavati da suini pesanti italiani (in maggioranza di razza Large White).
Per dare al culatello la sua tradizionale forma a pera è necessario infatti rifilare il pezzo e la pregiata carne che avanza viene destinata a questo prodotto di nicchia. Viste le dimensioni e la composizione magra, questo insaccato ha una stagionatura breve, di solito di 20 giorni.
La forma tradizionale è a ferro di cavallo, il diametro intorno ai 3 cm e la pezzatura oscilla tra 0,5 e 1 kg. È insaccato nel budello suino naturale ed è caratterizzato da una macinatura fine della carne.
Lo Strolghino si presenta molto magro e dal sapore delicato e soprattutto dolce.
Va mangiato tenero e per favorire la rimozione della pelle esterna lo si può immergere per pochi minuti in acqua tiepida, ma ancor meglio avvolgere in un panno bagnato col vino bianco misto ad acqua (consiglio della "nonna").
Tradizionalmente lo si taglia in fette diagonali molto spesse e lo si serve accompagnato da crostini o pane fragrante come antipasto.
E’ ottimo con la Malvasia.
Lo strolghino va conservato in un luogo umido e fresco.
Bisogna evitare gli ambienti secchi perché tende ad asciugare rapidamente. Per la stessa ragione non va fatto stagionare troppo a lungo, poiché in tal caso perderebbe la sua caratteristica dolcezza.

Si ringrazia  La Fattoria di Parma per questo assaggio di eccellenza!




lunedì 25 marzo 2013

Tagliatelle mimosa

Avete già pensato al pranzo di Pasqua??? Tradizione vuole Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, ma complice il brutto tempo e la crisi economica, quest'anno molti italiani festeggeranno a casa. Allora si profila all'orizzonte il pranzo di Pasqua e il tipico dilemma da feste comandate ... cosa si mangia??? Nei giorni scorsi suggerimenti abbondati per uova, stuzzichini, decorazioni ... Oggi pensiamo al primo !!!! 
Un primo piatto straordinario per il vostro pranzo di Pasqua. Che questa primavera arrivi o no, un piatto colorato e inneggiante la primavera ce lo meritiamo proprio!!! E aggiungiamoci alcune fettine sottilissime di tartufo proprio per festeggiare!!! Un piatto velocissimo, gustoso e assolutamente scenografico!!!



Ingredienti per 4 persone:
  • 400 g di tagliatelle di grano duro
  • 100 g di burro salato
  • Tartufo q.b.
  • 100 g di parmigiano
  • 4 uova sode (bollite max 10 minuti)
  • Alcune foglie di rucola o prezzemolo

Preparazione:
Mettere una pentola di acqua a bollire.
Intanto pulire accuratamente con uno spazzolino i tartufi per togliere la terra e passarli con uno straccetto umido … non lavare i tartufi sotto l’acqua perché si rovinano.
Affettarli finemente con la mandolina.
In una padella che possa contenere le tagliatelle, fondere il burro, aggiungere i tartufi,
far insaporire.
Dividere i tuorli dagli albumi. Sbriciolare i tuorli con le mani e tritare finissimamente gli albumi.
Appena l’acqua bolle, salarla e buttare le tagliatelle.
Scolarle e metterle nella padella con i tartufi, il parmigiano e gli albumi.
Mantecare velocemente.
Impiattare e servire con il tuorlo sbriciolato, le foglioline di rucola e lamelle di tartufo.



domenica 24 marzo 2013

Arancini radicchio e gorgonzola

A casa mia il risotto non avanza mai ... perché tutti dicono di preferire la pasta, ma il risotto viene sempre finito !!! Ma come tutte le storie ... c'è l'eccezione che conferma la regola !!! Ciao mamma, mi sono dimenticato di dirti che oggi resto a scuola, non torno a pranzo a casa!!! E una fumante porzione di risotto radicchio e gorgonzola (meraviglioso caldo), si raffredda e si trasforma in una mattonella di riso avanzato!!! Ma già mi si profila sulla faccia il ghigno furbetto ... perché nella mia testa è già arrivato il messaggio automatico ... Riso avanzato = Arancino
Così il giorno dopo, arancini !!!! Che servono tra l'altro per togliere di torno, un pezzettino di mozzarella o altri formaggi residui, 2 fette di prosciutto cotto, che nessun toast ha ancora accolto ... ed altro ... perché negli arancini ci va tutto ... Forse i puristi della cucina siciliana non saranno concordi, ma io li ho fatto con un po' di tutto ed hanno sempre un successo straordinario!!!


Ingredienti per 12 arancini:
  • 1 porzione di risotto al radicchio Trevigiano e gorgonzola
  • 50 g di mozzarella fiordilatte
  • 50 g di prosciutto cotto
  • 60 g di farina
  • 60 g di pan grattato
  • 2 uova
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale

Preparazione:
Per il risotto fare un soffritto con un pezzetto di cipolla, salare e aggiungere il radicchio.
Far stufare e aggiungere il riso, portandolo a cottura con un po’ di brodo vegetale.
Una volta cotto mantecare con una noce di gorgonzola e far raffreddare.
Prendere un po’ di risotto con le mani e fare una pallina (dimensione pallina da ping pong).
Farci un foro al centro ed inserirvi dei dadini di mozzarella avvolti da un pezzettino di prosciutto cotto.
Chiudere il foro e dare di nuovo la forma di pallina.
Una volta preparare tutte le palline, rotolarle prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto, poi nel pan grattato.
Io di solito faccio doppia panatura perché mi piace la crosta croccante fuori e l’arancino morbido dentro.
Una volta pronte, friggerle in abbondante olio extra vergine di oliva.
Salare e servire subito.


Con questa ricetta partecipo al contest "Le ricette pulisci frigo" del blog "In cucina con gusto"



sabato 23 marzo 2013

Torta sbriciolona gluten free con crema al cioccolato

Ogni volta che c'è da organizzare un pranzo, una cena, l'aperitivo, bisogna sempre preoccuparsi se nessuno degli ospiti ha allergie o intolleranze ... una volta si chiedeva se c'erano cibi che uno proprio non gradiva (per galateo) ... oggi è una necessità per non minare la salute dei propri ospiti.
La celiachia (l'intolleranza al glutine) è una delle più gravi e diffuse... pertanto sto facendo alcuni dei dolci che preferisco in chiave gluten free... e che vi assicuro sono fantastici!
Questa torta è la stessa torta sbriciolona che trovate qui, ma senza glutine. 
E' una versione più vicina alla "sbrisolona mantovana" da cui deriva ... ma è molto a modo mio!!!
Se la preferite con la crema, sostituite l'amido di mais con la farina dalla ricetta precedente ed il gioco è fatto!!!
Questa è più bassina perchè fatta nello stampo grande (ma è comunque piena di cioccolato!!!)... se vi piace più alta ... usate uno stampo più piccolo.

Ingredienti:
per la torta:
  • 300 g di farina di mais
  • 150 g di zucchero
  • 75 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bicchierino di liquore a piacere
  • La scorza grattugiata di un limone

per la crema al cacao:
  • 1l di latte
  • 50 g. di amido di mais  Molino Chiavazza
  • 100 g. di zucchero
  • 6 tuorli d’uovo
  • 25 g di cacao

per decorare:
  • Una manciata di pinoli


Preparazione:
per la crema al cioccolato:
Accendere il forno a 180°.
Preparare subito la crema perché deve essere fredda per farcire la torta.
Montare i tuorli con lo zucchero, il cacao, l’amido di mais e versarci sopra il latte precedentemente portato a bollore.
Mettere sul fuoco e far addensare, sempre mescolando con la frusta.
Togliere dal fuoco, aggiungere l’uvetta ammollata e lasciar raffreddare.

per la torta:
In un contenitore fare la fontana con la farina di mais ed aggiungere piano piano tutti gli ingredienti.
Si forma un impasto a briciole.
Ritagliare un pezzo di carta forno sufficiente per rivestire la tortiera.
Bagnarla, strizzarla e foderare la tortiera diametro 23 cm.
Distribuire metà delle briciole sul fondo.
Coprire con la crema raffreddata lasciando un bordo esterno di 2 cm.
Ricoprire il tutto con le briciole rimaste, decorare la superficie con i pinoli
ed infornare a 180° per mezz’ora.


venerdì 22 marzo 2013

Cheese cake allo yogurt e cacao con copertura doppio cioccolato e anacardi


Hola !!! Giovedì sera c'è stata l'ultima lezione del mio corso di spagnolo ... per festeggiare degnamente l'evento, ci sarebbe voluta una torta spagnola, ma purtroppo devo dire che non ne conosco neanche una ... a parte la crema catalana ... ma non era gestibile prepararla con un po' di anticipo, per diverse persone !!! Complicato!!!
Così ho optato per una torta che ormai è internazionale ... Muy bonita y sabrosa !!! 
E' piaciuta a tutti !!! 
Ma il dessert spagnolo andrà preparato ... Ho raccolto la sfida!!!!
Prossimamente cena spagnola/ latino americana preparata da me per tutto il corso ... 
Chissà cosa verrà fuori !!! Mi gioco la reputazione in tutto il circondario!!!
A parte la paella e qualche tapas saltuaria, non è che proprio mi senta ferrata in materia !!!
Dovrò studiare ... d'altra parte il corso di spagnolo, non può fermarsi alla lingua ... c'è tutta la parte della cultura da apprendere ... e la cucina, si sa fa parte della cultura di un popolo !!!
Qui tutte le scuse sono buone per mettersi ai fornelli!!!!

Ingredienti:
per la base:
 per la crema di yogurt:
  • 250 g di Philadelphia
  • 250 g di yogurt greco
  • 250 g di panna fresca
  • 100 g di zucchero
  • 30 g di cacao amaro
  • 2 cucchiai di Nutella
  • 20 g di colla di pesce
per la decorazione:
  • 50 g di cioccolato bianco
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 50 g di anacardi
  • 1 cioccolatino fondente e frutta secca

  
Preparazione:
Tritare i biscotti nel mixer e unire il burro fuso.
Quella ottenuta è la base di biscotti.
Imburrare uno stampo apribile, rivestirlo di carta forno ritagliando accuratamente un fondino rotondo ed una striscia per il bordo, quindi compattare sul fondo la base di burro e biscotti.
Inserire il tutto in frigo per almeno un’ora.
Intanto preparare la crema, amalgamando accuratamente Philadelphia, yogurt e cacao zucchero con l’aiuto di uno sbattitore, in ultimo aggiungere la Nutella.
Montare a neve ferma la panna (tutta tranne 4, 5 cucchiai)
Intanto mettere a bagno in acqua fredda per 10 minuti i fogli di colla di pesce.
Appena la crema e diventata liscia, senza grumi e lo zucchero si è assorbito, sciogliere in una ciotolina la colla di pesce con la panna non montata scaldata ed unire successivamente alla crema.
Estrarre la base dal frigo, ricoprirla con la crema livellando bene e trasferirla di nuovo in frigo per 3/4 ore.
Togliere la cheese cake dal frigo sformarla in un piatto da portata e decorare la superficie con il cioccolato e gli anacardi spezzettati grossolanamente nel mixer ed il cioccolatino.




giovedì 21 marzo 2013

Focaccia integrale alla zucca

Ma oggi, non doveva essere il primo giorno di primavera??? Perché è vero che Marzo è pazzo dice un famoso proverbio, ma così non è un po' approfittarsene ... Ieri ho sentito una mia amica al telefono : "Che fai a Pasqua?" Risposta:"La settimana bianca!!!" Non si fa così !!! 
La settimana bianca si fa a Natale, non a Pasqua!!!
A Pasqua si va al mare ... che magari è sempre un po' freddino, ma si sta senza cappotto ... Nel mondo ideale!!! 
Invece in questo mondo vero ... cappotto, settimana bianca e soprattutto pioggia ... pioggia ... pioggia ... mi spunteranno le branchie!!! A dire la verità in questo momento c'è il sole ... ma c'era anche ieri mattina e poi è piovuto tutto il giorno ... quindi non mi fido!!!!
Perciò con la primavera che ancora stenta ... la mia focaccia calda va sempre bene ... questa volta poi l'ho fatta con la zucca, l'ultimo pezzo di quelle del mio babbo !!!
Morbida, panosa, ideale per accompagnare carni e salumi ... 
Una focaccia così potete servirla a quadratini piccoli (meglio se appena sfornata!) per l'aperitivo, oppure per accompagnare il secondo piatto , anche al pranzo di Pasqua!!!




Ingredienti:
  • 700 g farina integrale
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 200 ml di acqua
  • 25 g di lievito di birra
  • 200 g di zucca cotta in 2 cucchiai d’olio e schiacciata con la forchetta
  • 150 g di Philadelphia
  • 1 cucchiaino di sale
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Per la rifinitura:
  • 3 cucchiai d’olio
  • 3 cucchiai d’acqua
  • Una manciata di fior di sale o di sale marino integrale grosso


Preparazione:
Sciogliere il lievito con lo zucchero in un po’ di acqua tiepida.
In una ciotola fare la fontana e inserire in mezzo, l’acqua con il lievito, il Philadelphia, l’olio, il sale e l’acqua rimasta.
Mescolare bene, impastando fino a formare un impasto liscio e omogeneo.
Fare una palla, incidere la croce e metterla a lievitare in frigo tutta la notte.
Quando è lievitata, stenderla con le mani nella teglia del forno.
(Io ho un forno piccolo, misura micro-onde, per ciò la teglia è giusta…per il forno normale, basta non occupare tutta la teglia.)
Stendere la pasta e ricoprirla con una emulsione di acqua e olio, cospargere abbondantemente di sale grosso e lasciar lievitare ancora 30 minuti.
Intanto accendere il forno a 200° e poi infornare per 25 minuti circa.